MESSINA. Nonostante la grande coalizione che ha visto insieme associazioni di area Pd, dissidenti del Pdl e anche di Fli, il listone targato “Orum” è riuscito a spuntarla anche in questa tornata di elezioni universitarie. Lo stacco c’è, con quasi il doppio delle preferenze complessivo. E il dato “politico” essenziale è che il blocco degli ortodossi del Pdl, del Mpa, di Fli e di parte dei calabresi tiene e vince. A confermare la forza d’oltrestretto, le massicce affluenze di votanti ad Economia e Commercio e Medicina.
Quelle dal 10 al 12 luglio sono state elezioni studentesche nel nome di un bipolarismo che “sconquassava” i classici poli italiani, proponendo alleanze inedite e in contraddizione con l’andamento siciliano e nazionale. Infatti, a contrapporsi, sono stati, da una parte, Udc e il Pdl e, d’all’altra, Pd e parte dello stesso Pdl. A spezzarsi in due, c’è poi Fli. A determinare tutto, il nuovo sistema elettorale che attribuisce due soli seggi al consiglio di amministrazione. Ed è così che, in campo, si sono presentati solo “Orum” e “Nettuno-Universitas”, senza il terzo schieramento, “Giovani Universitari”, che è confluito dentro “Orum” insieme alle associazioni “Messina Giovane”, “Università Eclettica”, Udc e Fli. All’interno di Orum, anche i gruppi che fanno riferimento a Ciccio Rella (consigliere provinciale del Pdl), Emilio Minniti, Danilo Merlo (Risorgimento messinese), Nicola Barbera e Fabrizio Sottile (Fli). Della “Nettuno”, divenuta “Nettuno Universitas” (a indicazione della presenza di diverse componenti d’ateneo), facevano parte le associazioni “Atreju” (in dissenso con il Pdl, al quale farebbe però riferimento), “Credito Accademico” (sempre area Pdl), il Pd, l’associazione “Morgana” (che fa riferimento all’esponente di Fli, Alberto De Luca) ed “Ermes”. I seggi disponibili erano cinque al Senato, due al consiglio di amministrazione, tre all’Ersu e due al Csasu. Si è votato in 21 dipartimenti, con un elettorato complessivo di circa 33 mila aventi diritto. In tutto erano state presentate otto liste (comprese quelle presenti solo nelle facoltà). Allo stato attuale, i risultati nei principali organi di governo sono questi. Al Senato, l’Orum conquista quattro poltrone su cinque con Saverio Curello, Alfredo Finanze, Domenico Perri e Federico D’Amico. Sul fronte Nettuno, il posto va Salvatore Condò. Niente da fare, complice il sistema elettorale, per Guglielmo Sidoti). Testa a testa, invece, al consiglio di amministrazione. I due posti disponibili potrebbero toccare o a Antonio Romeo o a Dario Agnello (entrambi Orum) e a Riccardo D’Iglio della Nettuno. In vantaggio all’Ersu, il listone dell’Orum, che conquista due poltrone (in ballo Antonio Nirta e Gabriele Arcovito) contro quella che riesce a spuntare Nettuno con Gabriele Turiano. Allo Csasu si registra il pareggio. In pista per Orum ci sono sempre Arcovito (che però potrebbe rinunciare se eletto all’Ersu), Domenico Branca e Nino Interdonato. Si contendono il posto nell’ambito della Nettuno, invece, Marco Quattrocchi e Giuseppe Grosso.







Si sa già il totale del numero dei votanti?
Pubblicato da Gi | 13 luglio 2012, 15:14Ancora siamo in attesa del dato
Pubblicato da Centonove | 13 luglio 2012, 15:40