Messina

Messina, al via il digitale terrestre. Si cerca una soluzione per Mili San Marco e Mili San Pietro, ancora senza alcun segnale


MESSINA. La sesta Commissione consiliare, presieduta dal consigliere Antonio Restuccia e riunitasi oggi su richiesta del consigliere comunale Mario Rizzo, ha affrontato il problema dei disagi delle numerose famiglie, circa 700, dei villaggi di Mili San Marco e San Pietro, che con l’arrivo del digitale non potranno più usufruire del vecchio segnale televisivo analogico. La Commissione ha quindi concordato di coinvolgere l’Amministrazione comunale per fornire, con l’aiuto degli uffici tecnici, una soluzione idonea per far fruire agli abitanti dei villaggi la nuova tecnologia.

L’addio al vecchio segnale è scattato a mezzanotte. Una rivoluzione “copernicana” che cambierà le vecchie abitudini e probabilmente creerà un po’ di confusione. Soprattutto nei primi periodi. A partire da oggi, infatti,  tutti i messinesi che vorranno vedere la tv dovranno necessariamente dotarsi di un decoder per il digitale terrestre da collegare al proprio televisore, oppure di uno dei nuovi schermi che dal 3 aprile i rivenditori sono obbligati a vendere solo con decoder integrato.  In ogni caso non ci sarà bisogno di cambiare antenna. Quindi occhio alle truffe. “Nella giornata dello switch off – spiegano dal ministero dello Sviluppo economico – potrebbe crearsi un po’ di caos. Entro le 10 della mattina del giorno previsto per il passaggio dall’analogico al digitale, le emittenti tv spegneranno i vecchi. Sparirà il segnale analogico e a quel punto bisognerà avviare il decoder digitale e sintonizzare i canali. Consigliamo di acquistarne uno con sintonizzazione automatica, perché i primi tempi alcuni canali potrebbero cambiare frequenza più volte. In ogni caso bisognerà avere un po’ di pazienza. Entro la serata, comunque, si avrà il quadro quasi definitivo dei canali».  Ma i cambiamenti non limiteranno  a questioni “squisitamente tecniche”, dato che muterà totalmente anche l’ordine delle emittenti, che sono state “riposizionate” sul palinsesto secondo vari criteri, a partire dal numero degli spettatori e del personale impiegato. Se rai uno resterà sul primo canale e italia uno sul sesto, le reti locali subiranno invece degli stravolgimenti. Per poter vedere la Rtp, ad esempio, da molti messinesi sintonizzata come abitudine subito dopo le tv nazionali, bisognerà adesso andare al canale 17, mentre Antenna del Mediterraneo si troverà al canale 14 e Onda tv addirittura al canale 85.  In tutto saranno “appena” 18 i canali disponibili in Sicilia a fronte delle 111 tv presenti sul territorio, Molte emittenti, infatti, pr ottenere un punteggio maggiore nella graduatoria provvisoria di assegnazione delle frequenze, hanno dato vita a società, consorzi e intese. Con la conseguente perdita di 53 emittenti che chiuderanno definitivamente i battenti. «Ritengo una priorità da parte del Governo sostenere il lavoro delle emittenti siciliane che in questi anni hanno continuato la loro missione pur sostenendo notevoli difficoltà». È il commento del presidente della commissione Attività Produttive dell’Ars Salvino Caputo, che giovedì 7 ha presentato un emendamento che prevede l’assegnazione di 50 mila euro a ciascuna emittente locale.

Cinquanta euro per i 65 enni che acquistano il decoder. È previsto un incentivo di 50 euro per l’acquisto di un decoder, ma per ottenerlo sono necessari alcuni requisiti. Ovvero la residenza in una delle regioni interessate (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), età uguale o superiore ai 65 anni, reddito uguale o inferiore ai 10mila euro e il regolare pagamento del canone Rai.

Difficoltà di sintonizzazione? Chiarame all’800.022.200. Il decoder o il televisore integrato, anche se già sintonizzati sulle trasmissioni digitali, dovranno comunque essere risettati il giorno stesso dello swith off, altrimenti sarà impossibile vedere i programmi. Per tutte le informazioni sul passaggio al digitale terrestre è attivo il numero verde del Ministero dello Sviluppo: 800.022.000.

Prime le isole minori, Palermo fanalino di coda. Se la città dello Stretto sta facendo il “grande passo” insieme ai comuni della costa Jonica e delle Eolie, i telespettatori della fascia tirrenica dovranno attendere invece fino al 3 luglio, data fissata per lo “swith off”. In Sicilia, divisa per comodità in 8 aree tecniche,  i primi a passare al digitale saranno i cittadini delle isole minori (Lampedusa, Linosa, Pantelleria e Ustica), mentre il “fanalino di coda” sarà Palermo (4 luglio).

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Nato nel 1993, il settimanale Centonove, edito a Messina, è stato il primo progetto di imprenditorialità giovanile in Italia in campo editoriale. Testata certificata ADS con una foliazione di 48 pagine e quattro giornalisti professionisti in redazione, si distingue nel panorama regionale siciliano per vivacità di impostazione e serietà dell’approfondimento giornalistico

Discussione

4 Risposte a “Messina, al via il digitale terrestre. Si cerca una soluzione per Mili San Marco e Mili San Pietro, ancora senza alcun segnale”

  1. io abito in collina c.da biaggi casazza, mentre prima prendevo i canali mediaset in digitale terrestre. da quando è stato disattivato l’analogico non siamo più riusciti nell’intera zona a prendere i canali.

    Pubblicato da nino | 13 luglio 2012, 21:50
  2. io abito in c.da muti di s.agata militello da quando e’ entrato il digitale terrestre e’ una tragedia hon solo ho speso una bella cifra per sistemare l’antenna ma non e’ servito a niente non vedo niente solo tv private e se per sbaglio riesco a sintonizzarmi su un canale rai o mediaset e’ solo per pochi minuti

    Pubblicato da simontetta vinci | 3 agosto 2012, 23:19
  3. La zona di Messina Camaro S non sono visibili ne La 7 ne mediaset e loro consociati, dicono che il comune deve installare i nuovi ripetitori in D D T è vero? oppure la colpa e di delle stesse emittenti che non hanno provveduto a creare una rete di ripetitori adeguata. In tutte le nuove tecnlogie c’è sempre un grande mistero ma!!!!!!!!!!!!!

    Pubblicato da giuseppe | 16 agosto 2012, 18:18

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