MESSINA. Si è spento Salvino Mancuso, da tanti chiamato “il professore”. Per lunghi anni docente nelle scuole e poi di stanza al Provveditorato di Messina, era da decenni uno dei personaggi più caratterizzanti della notte in riva allo Stretto. Musicista e amico dei giovani, era conosciuto dai frequentatori dei locali e non solo. Amava molto cantare e incidere, Salvino. E la sua ambizione ricorrente era quella di esibirsi in pubblico, intonando Peppino Di Capri, Paolo Conte e i tanti classici che amava.
Con il professore scompare un pezzo di memoria della città che corre dagli anni Cinquanta a oggi, e che ha legato più e più generazioni. Di ottima famiglia, benestante, con gli anni aveva provato ad alzare un muro di diffidenza attorno a sé, complici alcune persone che avevano più e più volte carpito la sua buona fede. E i denari. Salvino lo incontravi per strada, ti vedeva al tavolo di un bar e si sedeva accanto. E raccontava. Raccontava di questa città abitata da “sciacqualattughe”, come lui definiva maggiorenti e gran parte dei suoi concittadini coetanei e affermati. Con i giovani no. Con loro il professore si apriva, e spesso chiedeva consigli che, puntualmente, non avrebbe mai rispettato.
Di Salvino macheranno il tono baritonale, il guizzo della brillantezza che si mescola all’estrosità, le sue camicie nere in piena estate e il suo “imbacuccarsi” fino all’arrivo dei primi caldi.
Arrivederci, professore. E musicista….
caro Salvino!quando si viaggiavca in treno per raggiungere le scuole in montagna :Alcara ,Mistretta Cesarò,ecc lui dava sempre il passaggio ai colleghi, specie alle colleghe,alla stazione di Sant’Agata o di Capo d’Orlando per raggiungere le varie scuole: un giorno c’era sciopero dei mezzi e lui si fermò in mezzo alla strada di montagna ad aspettare perchè, spiegò anche lui doveva scioperare e non ci fu mezzo per farlo ripartire se non dopo due ore di sciopero suo. Era molto giovane e sul treno era amico di tutti,il jolly.
Pubblicato da Caterina Triolo | 15 giugno 2012, 00:06Non ti dimenticheremo mai!
Pubblicato da ciccio | 15 giugno 2012, 13:46Una figura per certi versi “antica”, espressione di un garbo ormai scomparso pur nella sua a volte audace (ma non volgare) eloquenza che custodiva segreti e annedoti, storici o romanzati, di una città un tempo prodiga di opportunità e speranza.
Sarà dura non trovare più quell’avventore, colto e onnipresente, che regalava momenti di critica conoscenza o di frivolo pettegolezzo. Mancherà il suo caratteristico stile occasionalmente irruento che con tono declamatorio citava “Sic transit Gloria mundi”. Come dargli torto?
Ciao professore
Pubblicato da Gabriele Romano | 15 giugno 2012, 14:40signori miei, pace e riposo che lui hà, salvino sapeva che era malato, non capisco perchè si e lasciato andare senza farsi curare, chiudendosi in se stesso , e poi on capisco con tutti quei milioni e beni immobili che aveva , no li a lasciati a gente bisognosa o orfani e c….. io stimo persone ricche che aiutano ai poveri
Pubblicato da xxxx | 18 giugno 2012, 07:36“La peste del ventesimo secolo non e’ l’AIDS: la vera peste e’ il condominio!” (Salvino)
Pubblicato da Marco | 17 luglio 2012, 00:18Diciamoci la verita’: l’irriverenza sarcastica di Salvino, la sua mordacita’ sono state una delle pochissime note originali di Messina in oktre cinquant’anni. Qualcuno pensava di prenderlo in giro, senza accorgersi che era lui a prendere in giro e a fare ritratti impietosi, ancorche’ ironici, degli “sciacqualattughe” & associati.
Pubblicato da Marco | 17 luglio 2012, 14:57