Cronaca, Messina

Messina, i lavoratori ex Servirail occupano il Campanile del Duomo. La solidarietà del sindacato Orsa


MESSINA. Al grido di “Tutti a piazza Duomo, sosteniamo i nostri ragazzi in lotta per la dignità!”, l’Orsa di Messina interviene in appoggio dei lavoratori ex Servirail, rimasti senza lavorio dalla fine del 2011, che hanno occupato il campanile della Cattedrale questa mattina. “Questa volta nessuno potrà denunciarli per ‘interruzione del servizio pubblico’, ma qualcosa si inventeranno per tarpare le ali alla sacrosanta protesta che urla giustizia e diritto al lavoro. Le istituzioni cittadine che dovrebbero solo vergognarsi per lo stato di indigenza in cui hanno trascinato Messina – si legge nel comunicato – hanno imparato a superare le vertenze occupazionali denunciando i lavoratori in protesta, usano la repressione per celare la loro incapacità di amministrare e incidere fattivamente sul governo nazionale per portare risorse in città. L’occupazione del campanile del duomo è l’extrema ratio possibile che un gruppo di lavoratori coraggiosi ha inteso intraprendere per resistere all’aggressione frontale che Fs perpetra impunemente da anni contro la città, seminando disoccupazione e disservizi senza per questo innescare serie reazioni della politica cittadina né degli onorevoli messinesi che siedono comodamente in Camera e Senato a spese della collettività. A loro non li licenzia nessuno per manifesta incapacità… Forse qualcuno preferiva il classico suicidio della disperazione invece del clamoroso urlo di denuncia che si sta lanciando dal campanile della cattedrale, sarebbe stato tutto più semplice: vestito blu e cravatta nera, fascia tricolore, passerella istituzionale, volto addolorato, commiato, solidarietà alle famiglie e buonanotte al secchio… Invece no, questi ex servirail sono tosti, hanno dimostrato la forza del gruppo, sono decisi a non mollare, il loro futuro dipende da quel lavoro che potrebbe approdare in altre sedi e intendono difenderlo fino alla fine. La vertenza ha ormai assunto i connotati della farsa, incontri, rinvii e riunioni fiume, promesse e speranze distribuite dai soliti venditori di fumo ma alla fine è arrivato solo il ripristino di un treno per Milano, una sorta di osso gettato nella gabbia dei “cani” affamati che lotteranno fra loro per contendersi l’esigua occupazione, una lotta fratricida in cui Messina non è in grado di uscire vincente. Senso di “responsabilità” e tentativi di concertazione con un’azienda cinica e determinata non hanno prodotto nulla, è il momento della lotta unitaria, invitiamo tutta la città a sostenere gli ex Servirail nella loro protesta contro chi sta finendo di umiliare e isolare Messina. L’amministratore delegato delle ferrovie – incalza l’Orsa – non può permettersi di sanare i bilanci massacrando il meridione, se ancora esiste un politico, di qualsiasi colore, con la dignità che il ruolo impone, si unisca al coro dei lavoratori e chieda le dimissioni di Mauro Moretti, l’Orsa l’ha già fatto”.

LA LETTERA DI PIPPO PREVITI. Sulla questione, interviene Pippo Previti, presidente del consiglio comunale di Messina, che ha inviato una lettera ai deputati messinesi: “Da stamattina gli ex lavoratori della società Servirail hanno occupato, in maniera permanente, il campanile del Duomo della nostra città. Stanchi ed esasperati, dopo l’ennesimo rinvio della prevista riunione del 30 Maggio nella quale i vertici delle Ferrovie assieme ai Sindacati e ad una folta delegazione dei lavoratori dovevano affrontare, e forse risolvere definitivamente, la vertenza che vede impegnati questi stessi lavoratori, ormai allo stremo, da circa sei mesi, con continue e civili proteste finalizzate al loro giusto reinserimento, cosi come è avvenuto per tutti gli altri lavoratori della Servirail ( circa 500 ) . L’undici Dicembre u.s. sono stati licenziati definitivamente e la data del 30 Maggio rappresentava forse l’ultimo spiraglio, l’ultimo barlume di speranza. L’ennesimo rinvio al 4 Giugno, ha fatto saltare i nervi anche all’ultimo “Giobbe” che sperava in una soluzione possibile scaturente dall’incontro del 30 Maggio. Il colmo di questa vicenda è che mentre le Ferrovie pubbliche gestite dallo “scienziato” Moretti trasferiscono – scientamente e scientificamente – risorse e mezzi in altre regioni d’Italia ( nordiche ) e d’Europa ( leggi investimenti per circa 500 milioni di euro per comprare una piccola società ferroviaria in Germania ), fanno morire per consunzione quelle del sud, facendo mancare i collegamenti, lasciando le vetture sporche, non consentendo i biglietti a bordo, creando appositi ritardi, annullando corse dei treni e quant’altro, tutto finalizzato all’abbandono delle tratte meridionali – non garantendo nemmeno il trasporto minimo universale – per lasciare spazio ai privati come, ad esempio, NTV che con il treno Italo, dopo solo un mese di attività ha quasi raddoppiato le sue corse iniziali partite il 28 Aprile con 10 corse giornaliere, nel tratto Napoli-Milano, diventando 18 dal prossimo 26 Maggio, con 98.827 biglietti venduti. Alla faccia della crisi del trasporto pubblico e del Sig. Moretti. Qualcuno ha “costruito” artatamente questo disagio a discapito dei soliti meridionali e a favore dei nordici e di chissà quali altri interessi, evidentemente non pubblici . Qualcuno a ciò deputato, per favore ci metta le mani. Ed è ora che tutta la Deputazione Messinese, più di quanto ha fatto fino ad oggi, riporti nell’Aula Parlamentare le URLA DI DISPERAZIONE, anche con gesti eclatanti, di questi nostri concittadini e delle loro famiglie, a cui auguriamo di tutto cuore che le sottostanti campane della torre del Duomo, da loro occupata, possano suonare a festa anche per loro, oltre che per la nostra Santa Protettrice, a cui affidiamo il destino di questi nostri fratelli”.

COSI’ CISL E FIT-CISL. “Comprendiamo la loro disperazione e siamo solidali con i lavoratori Servirail ormai stanchi di vedere come Trenitalia, a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’orario ferroviario estivo, non intende affrontare in maniera seria il problema del reimpiego dei lavoratori di Messina”, dicono Tonino Genovese, Amedeo Benigno e Enzo Testa, rispettivamente segretario generale della Cisl di Messina, segretario regionale della Fit Cisl e segretario provinciale della Fit. “E’ l’ora – continuano – che la classe politica, al di là della solidarietà manifestata a più riprese, diano dimostrazione di un impegno reale che porti alla risoluzione occupazionale di una vertenza sulla quale si gioca la dignità di un territorio. Le posizioni di Fs, infatti, non sono state scalfite di un solo graffio e non si può considerare determinante per la vertenza il prolungamento di uno degli attuali treni che, anziché fermarsi a Roma, verrà prolungato su Milano passando prima da Genova con un notevole allungamento dei tempi di percorrenza necessari. Il problema dei collegamenti Nord-Sud è un fatto politico – sottolineano i rappresentanti di Fit Cisl e Cisl Messina – e come tale spetta alla classe politica affrontarlo e risolverlo, pretendendo il diritto alla mobilità per i cittadini del Sud ormai marginalizzati nei fatti. La Cisl e la Fit Cisl, dal canto loro, stanno facendo come ha sempre fatto in passato la sua parte in maniera concreta. Di concerto con la Fit nazionale, è stato già comunicato sin dagli ultimi incontri la volontà di inserire all’interno del contratto il problema nazionale degli ex lavoratori Servirail rimasti senza lavoro per di dare il massimo contributo sindacale alla risoluzione di questa spinosa vertenza. Auspichiamo che al di la degli annunci anche la politica faccia la propria parte”. La Cisl e la Fit Cisl continueranno a portare la loro pressione, pretendendo una risposta positiva per la risoluzione della vertenza dei lavoratori ex Servirail, anche all’incontro convocato dal dirigente Risorse Umane di Fs, Domenico Braccialarghe per lunedì 28 maggio alle ore 15 a Roma.

LA NOTA DEL COMITATO SERVIRAIL

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