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Messina, “Grande Sud” si presenta alla città. E Sebastiano Tamà scrive ad Antonio Andò perché ha lasciato il Movimento per le Autonomie


MESSINA. Grande Sud, il movimento politico creato da Gianfranco Miccichè si presenta alla città di Messina. Venerdì 27 alle 9, presso la sala Giunta del Comune, il leader “racconterà” il partito “nato con l’intento di invertire la tendenza politica di questi ultimi anni indirizzata allo svilimento del mezzogiorno”. Per l’occasione verrà annunciato l’ingresso tdel consigliere comunale  Sebastiano Tamà che dopo 4 anni lascia  ufficialmente la sua carica di capo gruppo del Mpa. Alla conferenza stampa saranno presenti le massime cariche del partito: l’on. Francesco Stagno d’Alcontres coordinatore provinciale, l’assessore comunale Elvira Amata vice coordinatore cittadino, l’assessore provinciale Lino Monea vice coordinatore provinciale, Dino Galati Rando consigliere provinciale.

Per quanto riguarda Tamà, l’ex autonomista ha spiegato con una lettera al commissario provinciale Antonio Andò il perché dell’addio al Mpa: “Caro Commissario, le scrivo per annunciarLe che oggi 24.Aprile.2012 rassegno le  mie dimissioni dal gruppo Mpa  al Comune di Messina. Tale decisione, sofferta ma maturata nel tempo, allo scopo di porre fine ad un personale stato di disagio e ad una condizione di pre-agonia, politicamente parlando, che, da diversi mesi ormai, ha fagocitato l’iniziale “entusiasmo del fare” via offuscato da un grande velo di ipocrisia tessuto attorno alla mia persona. Non Le sfuggirà, di certo, come sin dal Suo insediamento ( ma anche prima di Lei  non vivevo una condizione migliore ) insieme ai tentativi di  “ cura ”  e “rinnovamento “ da Lei preannunciati e ricercati per rianimare  l’idea autonomista in riva allo Stretto, sono state attuate, nei miei confronti,   strategie subliminali , con l’avallo di pseudo amici convertitisi al peggiore iscariotismo, per svuotarmi nel ruolo, nelle responsabilità e nelle prospettive. Tutto ciò sublimando la più ricercata e costruita politica machiavellica che del cinismo puro fa la sua arma migliore. Nessuno  ha però tenuto conto che  la politica, anche se così  intesa, non è astrazione pura, che dietro lei e con lei c’è l’Uomo, c’è la Persona  che non è cosa altra e diversa, ma è quell’unità psico-fisica che ha una propria storia, un proprio vissuto, ha emozioni, paure e certezze, sconfitte e vittorie e poi ha, soprattutto un grande valore universale che niente e nessuno può e deve calpestare: la Dignità. Mi rendo conto che è spesso difficile fare distinzione tra chi sa adeguarsi ad un tale sistema e chi matura una scelta diversa e che è più facile accettare i primi così come è più facile criticare i secondi. Desidero affidare  questa scelta più che alla mia poca esperienza politica  alla mia coscienza. Le assicuro che  prendo tale decisione in tutta lucidità con la consapevolezza di fare una cosa giusta scevra da quei prefigurati ( vedasi approvazione bilancio previsionale Ottobre 2011 ),da parte del Presidente Lombardo, elementi di “ paura”, “ via di fuga “ o, ancora peggio, “scambio di piccoli favori”. La logica e il rigore politico che ho utilizzati in questi 4 anni mi consentono di  esporre la mia persona a qualsivoglia contraddittorio, forte di una serena coscienza, dato che le mie azioni, anche quelle errate per inesperienza, sono state , in uno scenario di profonda solitudine partitica, dettate dal buon senso per il territorio, la cui sofferenza non è certo frutto solo di una “ mal gestio “ di questa Amministrazione , ma di un sistema politico, anche antecedente, del quale Lei è stato parte attiva. Esercito costantemente un profondo self-audit e ho imparato che quando ci si prefigge una meta ed un obiettivo se si desiderano con forza anche un deserto può divenire una strada. Ma nulla, né la sua apparente serafica persona di mai sopita vecchia politica democratica-cristiana né quella  autoritaria e alchemica del Presidente Lombardo,  hanno segnato un forte e deciso cambio di passo della Nostra Città vituperata e colonizzata non solo nella storia pregressa, ma anche in quella recente , Città sempre in attesa di un eterno rilancio che anche l’autonomia  lombardiana ha abbandonato al suo destino (vedasi Giampilieri e dintorni). Consideri questa mia lettera aperta un momento di verità totale che Le affido  così come la doverosa e definitiva comunicazione che da questo momento il mio impegno politico sarà profuso in “Grande Sud”, certo che  la difesa della mia terra e del mio territorio, dopo il terribile inganno, sono e rappresentano la pietra d’angolo della  “mission”  del nuovo movimento politico guidato da Gianfranco  Miccichè”.

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