Messina

Messina, Roberto Corona chiede il reintegro come direttore di Confcommercio. Ma l’Unione dei Commercianti dello Stretto risponde “picche”, rescindendo il contratto al deputato del Pdl


MESSINA. La raccomandata era stata anticipata via fax il 16 marzo. A firmare la richiesta, Roberto Corona, deputato regionale del Pdl. Oggetto del contendere? Niente di politico, ma una richiesta di reintegro come direttore della Confcommercio Messina, alla luce della revoca da parte del gip di Roma della misura degli arresti domiciliari: “Essendo quindi venuta meno la causa che aveva determinato la mia sospensione obbligatoria dal servizio, chiedo di essere immediatamente reintegrato”, concludeva nella lettera inviata a Francesco Rivolta (direttore generale di Confcommercio), Carlo Sangalli (presidente di Confcommercio) e Antonio Messina (presidente di Confcommercio Messina). Assunto come dirigente da Confcommercio nazionale per distaccarlo a Messina, Corona diventa direttore della sede in forza di una convenzione del 1980. Il primo anno, a pagare lo stipendio, è la Confcommercio nazionale, cui poi subentrata Messina. Uno stipendio, quello del deputato, che è cresciuto di anno in anno, fino a diventare, nel 2011, pari a 191 mila euro annui al lordo, con un costo complessivo di 275 mila 553. Il reintegro richiesto da Corona, messo nel congelatore in seguito all’arresto sul crack di Ascom Finance, appare però difficile, almeno in territorio messinese. Già il 5 dicembre 2011, sulla scia di analogo provvedimento del nazionale, la giunta dell’Unione Commercianti aveva sospeso il direttore dall’incarico. Successivamente, il 29, la stessa giunta decideva la risoluzione della convenzione per il distacco di Corona come direttore. L’intenzione di non avvalersi più delle sue prestazioni, inoltre, viene manifestata con ulteriori comunicazioni in occasione della visita a Roma del presidente Antonio Messina il 2 febbraio 2012, con una lettera di Confcommercio Messina al presidente Carlo Sangalli del 7 febbraio e con una lettera personale del vicepresidente Antonio Giordano a Piero Agen del 2 marzo. E il tutto diventa una delibera con la quale la convenzione viene risolta la convenzione, decidendo anche di chiedere le somme non erogate sin da dicembre 2011 a favore dell’Unione Commercianti. All’ormai ex direttore, tutto viene comunicato con una raccomandata del 27 marzo, in risposta alla richiesta di reintegro: “Per maggiori informazioni sulla ripresa della sua attività lavorativa, dovrà rivolgersi al suo datore di lavoro, Confcommercio nazionale, in quanto da parte dell’Unione, in data 28 dicembre 2011 e successivamente in data 16 marzo, è stata risolta la convenzione”. In ultimo, l’Unione avverte che si riserva di agire per l’accertamento di responsabilità di Corona e per il risarcimento “dei conseguenti danni patrimoniali e non”.

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