MESSINA. «I posti messi in concorso dalla facoltà a numero chiuso di Medicina di Messina sono pochi. Va rivalutata l’offerta formativa». La decisione l’ha assunta il 6 aprile del 2012 il Tribunale amministrativo del Lazio, su richiesta di alcuni aspiranti medici delusi, ma che ci fosse qualcosa che non andava nella decisione del Consiglio di facoltà dell’ateneo di Messina guidato da Franco Tomasello di chiedere al ministero dell’Università 200 posti per l’anno 2011 lo dicono a chiare lettere i numeri. La facoltà retta dal preside Emanuele Scribano può vantare fra tutte le facoltà degli atenei italiani il più alto numero (453) di docenti in proporzione agli studenti molti dei quali in esubero non svolgono attività assistenziale al Policlinico, e disporre di un’infinità di strutture distribuite in 11 padiglioni. Tuttavia, se in tutt’Italia i posti messi a concorso per gli aspiranti medici tra il 2007 e il 2011 sono passati da 7mila e 366 a 10mila 464, la facoltà di Medicina dell’ateneo di Messina, invece per i mille e 500 spiranti medici che ogni anno si iscrivono per partecipare il test di ammissione, ha messo a disposizione 5 posti. La facoltà, unica i Italia, non si è curata minimamente di osservare la direttiva impartita per la prima volta nel 2007 e poi reiterata ogni anno dal ministero dell’Università su richiesta del ministero della Salute, di aumentare i posti per scongiurare il rischio che negli anni prossimi l’Italia si ritrovi, come indicano vari studi con una carenza di medici….
(continua su Centonove in edicola fino al 19 aprile)
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Pubblicato da icittadiniprimaditutto | 14 aprile 2012, 19:20