MESSINA. La sabbia si è spostata. Ha rimpolpato la punta, dove fino all’anno scorso c’era un gradino rispetto alla battigia, ha allargato lo spazio antistante al “La Pinnazza”, si è distribuita uniformemente lungo la costa che lega il mar Tirreno e lo Jonio. Ironia della sorte, l’unico posto dove non si è depositata è all’interno del sistema di canne che avrebbe dovuto ricreare il sistema dunale di Capo Peloro. Quello sognato proprio sotto il Parco Letterario Horcynus Orca che, dopo le mareggiate di questo inverno, si ritrova quasi con i piedi in acqua nella sua parte più pregiata, il Fortino degli Inglesi, e ancora più vicino al mare con la sede principale, l’ex “Tiro a volo”. «È stato il maestrale, subito dopo Natale e nei mesi successivi», raccontano al centro immersioni legato al Parco e a fianco della fortificazione. «Nel giro di qualche tempo, la spiaggia è scomparsa». L’effetto, per chi non conosce i luoghi, è di quelli che lasciano storditi. Due metri e mezzo circa separano il piano di calpestio della “vecchia” spiaggia dal nuovo bagnasciuga. E, da lontano, sembrano quasi la duna che i progetti finanziati dall’Unione Europea non sono riusciti a ricreare in tutti questi anni. Le mareggiate hanno “inghiottito” tutto fino al muretto in cemento che delimitava la zona di ripascimento. E che, adesso, è diventato una sorta di frangiflutto disarticolato con l’anima di metallo a nudo. Ma il mare ha portato con sé, soprattutto, l’estate di un centinaio di messinesi che da anni amavano adare a fare il bagno
(continua su Centonove in edicola fino a giovedì 12)


















Il bagnasciuga!!!!!
Pubblicato da mario | 6 aprile 2012, 16:42Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Pubblicato da icittadiniprimaditutto | 6 aprile 2012, 18:27