LETOJANNI. Scoperta di interesse etno-antropologico lungo la riviera jonica della provincia di Messina grazie alle mareggiate che si sono abbattute alla fine di febbraio. A cominicarle, l’Archeoloclub Area Jonica. Tra le località Fondaco Parrino di Forza d’Agrò e Milianò di Letojanni, infatti, è venuto fuori un tratto di scogliera dove sono evidenziate nella roccia tracce di antiche lavorazioni. La scogliera, coperta in precedenza dalla sabbia della spiaggia, si estende per circa 500 metri e per una larghezza di circa 10,00 metri e presenta in più punti tracce di lavorazioni manuali di forma circolare. In uno di questi punti si osserva chiaramente la roccia scolpita a mano a forma di ruota circolare avente un diametro di circa 1,30 metri. La segnalazione fatta pervenire dal socio Carmelo Nicita di Forza d’Agrò ha portato l’Archeolclub ad approfondire l’origine di tali lavorazioni e raccogliere l’ipotesi più accreditata sull’argomento. Da alcune fonti orali sembra che ad inizi del ventesimo secolo nella località in esame si ricavavano dalla roccia manufatti in pietra di forma circolare da destinare ai frantoi della zona dove avveniva la trasformazione delle olive in olio.
“Vista l’importanza del rinvenimento”, l’Archeoloclub ha chiesto a Daniela Sparacino (servizio etno-antropologico della Soprintendenza ai Beni culturali di messina), a Fabio Di Cara e Giovanni Mauro (sindaci di Forza d’Agrò e Letojanni), a Filippo Brianni (presidente dell’Osservatorio per i Beni culturali dell’Unione dei Comuni delle valli ioniche dei peloritan) e a Claudio Zucchelli (presidente nazionale dell’Archeoclub), “ciascuno per le rispettive competenze, di adottare ogni iniziativa utile e funzionale alla conservazione e valorizzazione di una valida testimonianza di archeologia industriale del Comprensorio Jonico della provincia di Messina”, scrive il presidente dell’Archeoloclub Area Jonica Domenico Costa.



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