Cronaca, Messina

Messina, indagato per peculato d’uso il commissario dell’Ato 3 Antonio Ruggeri. Che è anche capo di Gabinetto del sindaco Giuseppe Buzzanca


MESSINA. Lui si difende, dicendo che tutti i suoi spostamenti erano “istituzionali”, ma la Procura di Messina lo ha ugualmente iscritto nel registro degli indagati. Si tratta del Commissario dell’Ato 3, Antonio Ruggeri, fedelissimo del sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, ora indagato per peculato d’uso.

Che il destino di Giuseppe Buzzanca e di Antonio Ruggeri fosse legato a doppio filo, era noto sin dal giorno successivo all’elezione del primo, e della nomina del secondo a suo capo di Gabinetto. Di Buzzanca, Ruggeri è il braccio destro, messo a capo dell’Ato3 e della segreteria per l’emergenza Giampilieri. E anche nell’uso improprio delle auto di servizio, secondo una esposto. A Buzzanca è costata una condanna per peculato, ai tempi in cui era presidente della Provincia, l’aver usato l’auto di servizio per farsi accompagnare a Bari, in viaggio di nozze. Per Ruggeri, allo stesso modo, la Procura ha aperto un fascicolo sull’uso “disinvolto” dell’auto di servizio. Secondo quanto racconta un esposto, non è chiaro l’uso che se ne è fatto, della Fiat Bravo aziendale dell’Ato3, durante il mese di agosto del 2011. Quando l’auto andava e veniva da Messina a Falcone e viceversa. Proprio a Falcone ha casa Antonio Ruggeri. E vi passa le vacanze. A qualche porta di distanza da Giuseppe Buzzanca, a Portorosa.

Nell’esposto preso in considerazione dalla polizia giudiziaria, corredato di ricevute del telepass e fatture carburante, c’è il percorso che l’auto di servizio dell’Ato3 ha percorso una ventina di volte ad agosto: Gravitelli, via Cavalieri della Stella, Falcone. A Gravitelli si trova l’isola ecologica dell’Ato, in via Cavalieri della Stella ci sono gli uffici direzionali. E a Falcone? Niente, apparentemente. Perchè la località rientra tra le competenze dell’Ato Messina 2, non l’Ato3 di cui Ruggeri è commissario liquidatore dopo esserne stato presidente. Un’occasione, quella dei viaggi sospetti di Ruggeri che il Partito Democratico non si è lasciato sfuggire.

“La vicenda  ci porta a chiedere  le dimissioni del liquidatore dell’Ato3 Antonio Ruggeri – scrivono a due mani il segretario cittadino del Pd, Giuseppe Grioli, ed il coordinatore dei consiglieri Felice Calabrò -  Per altre ragioni abbiamo espresso l’assoluta inopportunità della permanenza di tale incarico in capo a Ruggeri. Oggi – continuano i due – le dimissioni da liquidatore le chiediamo per la vicenda dell’utilizzo dell’auto di servizio per trasferte fuori comune che appaiono palesemente estranee alle funzioni svolte dall’amministratore della società. A meno che non sia in grado di fornire spiegazioni plausibili, le dimissioni sono un atto dovuto. Il sindaco – conclude la nota – sarà chiamato ad intervenire qualora Ruggeri non dovesse dimettersi”.

Il commissario dell’Ato3, la sua difesa la affida ad un comunicato di poche righe, in cui puntualizza che “l’uso dell’auto di servizio è avvenuto per motivi istituzionali. Dopo il mio insediamento – scrive Ruggeri – ho provveduto a vendere un’auto di rappresentanza Alfa Romeo precedentemente acquistata e nella disponibilità dei presidenti ed che mi hanno preceduto. Quindi ho disposto che  l’autista, in comando rientrasse in organico del Comune, e infine svolgo la funzione di commissario a titolo gratuito”.

Intanto, da due settimane, i corridoi di palazzo Zanca sono “presidiati” da carabinieri e finanzieri in borghese, che stanno raccogliendo parecchio materiale sulla gestione “allegra” della cosa pubblica. A tappeto. nel mirino degli investigatori ci sono i controversi rapporti tra palazzo Zanca e le partecipate, ed una serie di circostanze poco chiare nell’erogazione del fondo per il salario accessorio della dirigenza di palazzo Zanca. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono settecentomila euro, una “torta” che i dirigenti del comune di Messina si sono spartiti e sulla quale oggi la magistratura vuole vederci chiaro.

Alessio Caspanello

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