PALERMO. Le sue spiegazioni le ha fornite in conferenza stampa oggi, Davide Faraone. Sul servizio di Striscia la notizia che getta ombre sul “rottamatore di Palermo” che ha conquistato il terzo posto alle primarie del centrosinistra, il deputato all’Ars del Pd, già capogruppo del Partito a Palazzo delle Aquile, ha detto: “Io credo che queste primarie si siano involgarite molto e che si sia tesa una trappola a me che non ho mai scambiato il voto di una persona con qualcosa. Io credo nel voto libero e l’idea che possa passare il messaggio che io abbia fatto un voto di scambio mi fa vomitare. Per questo motivo voglio approfondire e capire sia con gli organi di partito che con l’autorità giudiziaria cosa è accaduto perché la mia coscienza è assolutamente pulita. Confermo di avere voluto dare la mia disponibilità, così come la do a decine di persone che incontro ogni giorno ad occuparmi di una questione sociale che questi lavoratori mi ponevano. Dopo di che da parte mia non c’è stata, ripeto, alcuna volontà di scambiare questa mia disponibilità con il loro voto e con la sicurezza di garantire un posto di lavoro. Si stava parlando di una cooperativa che aveva avviato un progetto di formazione con un ente di formazione che mi chiedeva una mano per sostenerla”. Faraone, ieri, si era già pronunciato sul suo sito e sul profilo Facebook: “In merito al servizio andato in onda su Striscia, io non mi sono mai sognato di promettere posti di lavoro in cambio di voti. Faccio una campagna elettorale tutta basata sulla necessità di ridimensionare gli organici del Comune e poi mi metto a promettere assunzioni? Scherziamo? Io non ho la più pallida idea di cosa sia stato prospettato agli associati della Cooperativa Migliore. Nell’incontro pubblico tenutosi sabato 25 febbraio al Teatro Don Orione ho parlato esclusivamente dell’importanza della formazione professionale, perché si tratta di persone prive di qualunque qualifica, condannate alla disoccupazione e alla miseria. E solo a questo mi riferisco nel dialogo ripreso con microfoni nascosti da Striscia. La Cooperativa ha siglato un accordo con un ente di formazione professionale, l’Anfe, che però tarda a partire. Da sindaco avrei evidentemente lavorato per sbloccare il progetto. Questo è quanto: non c’è una mia sola parola – in questa o altra occasione – da cui si possa evincere la promessa di posti di lavoro”.
Questo è quanto ha detto Faraone. Di certo, la cooperativa “Palermo Migliore” si è data un gran da fare per lui. Basta scorrere, infatti, la bacheca del profilo Facebook che la riguarda. Dal social network, comunque, non arrivano altri palesi segnali di contatto. Faraone e la cooperativa, infatti, non sono amici. Né il deputato lo è con il suo fondatore, Fabrizio Sanfilippo. In Comune, Faraone e la coop, hanno solo l’anno di nascita, il 1975. Solo che “Palermo Migliore”, su Facebook, riporta come giorno e mese il 18 marzo, mentre Faraone è nato il 19 luglio.
La cooperativa era stata al centro di una vera e propria polemica scoppiata con un ex collega consigliere di Faraone, Maurizio Pellegrino (vicino al capogruppo all’Ars del Pd, Antonello Cracolici), che era stato querelato da Sanfilippo nel settembre scorso perché aveva scritto una lettera all’assessore regionale alla Famiglia dell’epoca, Andrea Piraino: «Il consigliere Pellegrino ha scritto sul social network Facebook che iniziative come quella da me intrapresa – quella di costituire una cooperativa al fine di inserire nel mondo lavorativo soggetti disagiati – dovrebbe essere colpita dall’ azione della magistratura perché si tratterebbe di una truffa. Io non truffo nessuno», spiegava Sanfilippo, annunciando di volersi candidare alle comunali.
Tra Faraone e Pellegrino i rapporti non sono particolarmente idilliaci. A provarlo, nel marzo scorso, l’elezione del deputato a capogruppo di Palazzo delle Aquile: «L’elezione di Faraone, in un quadro di spaccatura del Gruppo Pd – affermava – è quanto di peggio ci potessimo aspettare in una fase molto delicata per la vita del Consiglio Comunale, con la venuta al pettine di delicati nodi che vedono interessi trasversali che richiamano i “comitati d’affari” di cui ha parlato il senatore Vizzini. Cammarata è politicamente “bollito”, ma guai a sottovalutare il crogiuolo d’interessi che gravitano attorno al Comune e che stanno cercando in ogni modo di organizzarsi attorno alle scelte di politica urbanistica e di vendita delle Aziende Partecipate».
E dopo la bomba fatta esplodere da Striscia, Pellegrino scrive così sul suo profilo Facebook: “Questa cooperativa di cui ha parlato Striscia è una truffa organizzata ai danni di tanti poveri disgraziati. Gli hanno fatto uscire 60 euro a testa per un lavoro che non avranno mai. Ora si scopre che i capi vendono pure il loro voto.Io denunziavo queste cose e venivo minacciato e insultato e ora so che mentre io rischiavo con le mie denunce, nel mio Partito c’era chi trattava e scambiava voti. Bisognerebbe proprio rottamare questi individui…”.
Il video di Striscia.: videoextra.shtml?14943





Discussione
Non c'è ancora nessun commento.