EDITORIALI
Prendeteci in giro
IL COMUNE DI MESSINA, sullʼorlo del baratro finanziario, ha chiesto alla Serit 60 milioni di arretrati per mancata riscossione di imposte. Da un primo sommario riscontro, il 30% delle richieste avanzate sono intestate a soggetti passati a miglior vita. Il resto delle cartelle presentano due caratteristiche: non sono state mai inviate, oppure hanno difetti di notifica. Il Comune dovrà ora pagare una maxiparcella al legale cui ha dato incarico per fare una causa “persa” alla Serit. In questa vicenda cʼè il disastro prodotto dalla politica negli ultimi anni. E la sensazione diffusa dei cittadini di sentirsi presi in giro. In dieci anni lʼItalia da settima potenza mondiale è passata, nelle classifiche sulla libertà di stampa al 132 posto, poco sopra il Borundi. Le capriole dellʼItalia, diventano poi recita a soggetto nella Regione Sicilia. Qui ci voleva una commssione presieduta da un onorevole pidiessino, Philippe Panarello, per certificare il disastro della Formazione professionale. Unʼaltra commissione presideduta dal neo Mpa Richard Savona, ha accertato invece i disastri della gestione di E-Servizi, la società mista regionale che avrebbe dovuto curare lʼinformatizzazione. Si va alla liquidazione con un contenzioso verso i privati di 70 milioni di euro. A fare un giro poi per siculi assessorati si scopre lʼanomalia: se cʼè una cosa che funziona davvero, la notizia diventa questa. In bilico, tra conforto e… tanto sconforto..
Giorgio e l’eredità di Oscar
di Domenico Barrilà
QUALCHE ANNO FA, il giorno appresso a quello dellʼelezione di Giorgio Napolitano, già ottantenne, il direttore di un giornale padronale aveva titolato: “La democrazia del pannolone”. Quando ci sono di mezzo certe cime non si può nemmeno parlare di cadute di stile, perché si presupporrebbe, arbitrariamente, uno stile. Meglio compatire e passare oltre. Ora, a parte la performance da accademico della Crusca, la finezza intellettuale di un campione di rutto e lʼumanità di un criceto, bisogna dire che il giornalista di famiglia, in qualche modo e suo malgrado, ci aveva visto giusto, perché se il Paese non è scivolato su un crinale senza ritorno, cʼè da ringraziare proprio lʼattuale presidente della Repubblica, al quale dobbiamo il completamento del lavoro, superbo e impagabile, avviato da Oscar Luigi Scalfaro nel lontano 1992. In mezzo a questi due veri statisti (che splendida parola), il settennato di Carlo Azeglio Ciampi, ideale anello di congiunzione tra una coppia di combattenti, certo anziani, ma capaci di proteggere quanto di più prezioso lʼItalia si è regalata con lʼepopea della Resistenza e che non può permettersi il lusso di smarrire. Dopo la recente scomparsa, attesa per ragioni di anagrafe ma non per questo meno triste, del presidente Scalfaro, Giorgio Napolitano, carico di anni ma fresco e battagliero più di tanti servi scrittori senza gioia, resta una certezza contro la deriva psicotica che da circa 20 da anni è diventata una scure minacciosa alla radice della nostra democrazia. Certo, si sentirà più solo il presidente Napolitano, dopo la perdita del gemello, ma la sua presenza è sicuramente bastevole a spegnere i bollenti spiriti di quella marmaglia senza dignità che si muove nel ventre della politica post tangentopoli, che è riuscita nellʼimpresa, a dire il vero non facile, di incrementare lʼindignazione di allora. La morte del presidente emerito, Oscar Luigi Scalfaro, non evoca il lutto di routine, quello che percepiamo quando ci lascia una personalità anche di valore e carica di benemerenze. Cʼè molto di più in questa scomparsa, cʼè la nostalgia, sempre più struggente, per quella sorta di archetipo della nostra democrazia che fu lʼassemblea costituente, palestra di eccellenze, guidate da unʼidea etica della convivenza di un popolo. Nostalgia che cresce in modo esponenziale ogni volta che vediamo partire uno di quei padri e nel contempo leggiamo, giorno per giorno, della sfacciataggine senza confini della politica odierna, tra tesorieri di partito che dirottano soldi pubblici su conti privati e senatori che comprano e vendono palazzi in giornata, raddoppiandone il valore e gabbando associazioni professionali perlomeno disinvolte. Ecco, è qui che tutta la mestizia per la morte di un presidente si fa dramma civile, nellʼinoppugnabile costatazione che il malaffare in politica non è più solo un neo, antiestetico ma fisiologico, bensì la gigantesca metastasi in un corpo che a volte sembra spento, ma nel quale dobbiamo sforzarci di cogliere anche tenui bagliori di vita, perché si tratta del nostro paese, dellʼarca senza la quale per noi e i nostri figli non può esserci futuro.
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SOMMARIO
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PRIMO PIANO
Tartassati dalla Serit. Cresce in Sicilia il malumore per la società regionale che riscuote i tributi
di Daniele De Joannon
Non pagni i rifiuti? Cammini a piedi. Centinaia di utenti si rivolfgono all’Associazione italiana Consumatori
di Gianfranco Cusumano
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POLITICA
Palermo, Lupo sotto scacco. L’area Cracolici-Lumia e Innovazioni dettano le condizioni al segretario del Pd
di Alida Amico
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Sicilia e-Servizi, una rete fitta fitta. La relazione della Commissione parlamentare all’Ars prova a fare chiarezza sulla partecipata
di Daniele De Joannon
Popolamento in famiglia. Nella spa, oltre ai dodici dipendenti fissi, tante prestazioni occasionali
di Daniele De Joannon
a pagina 11
De…Formazione professionale. La Commissione di indagine dell’Ars racconta le magagne del settore
di Daniele De Joannon
Sotto la lente di Panarello. In 48 pagine, audizioni e documenti degli enti di Formazione
di Daniele De Joannon
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Messina, prove tecniche di default. Il patto di stabilità del Comune sforato di 27 milioni di euro
di Alessio Caspanello
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Lipari, l’incognita Merenda. Gli autonomisti corteggiano il dirigente della Società Elettrica delle Isole
di Laura La Greca
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Amministrative in provincia di Messina. Cilona e Siracusano, gli eterni rivali
di Pamela Arena
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SICILIA
Oro nero, quanto mi costi? Il prezzo dei carburanti in Sicilia al centro delle richieste del movimento dei “Forconi”
di Alessio Caspanello
Catania, passa la linea delle colombe. La protesta scende in piazza, ma nessuno scontro
di Cenzina Salemi
a pagina 19
Milazzo, «Ecco perché il Comune farà crack». L’assessore Pippo Midili rivela il debito delle casse: 25 milioni di euro
di Gianfranco Cusumano
a pagina 20
Roccalumera. Il deposito? E’ una beauty farm. Il consiglio comunale boccia una variante per il centro benessere già realizzato
di Giuseppe Pistone
a pagina 21
Messina, una vita a strozzo. Viaggio nel mondo dell’usura, dopo il primo arresto del 2012
di Manuela Vento
a pagina 22
Palermo, l’Antimafia tra i banchi. Un ciclo di lezione nelle scuole per preparare al ventennale della strage di Capaci
di Pietro Scaglione
a pagina 23
Eolie, i mafiosi di Filicudi. Lo storico Pino La Greca racconta la prima rivolta contro la mafia nell’arcipelago
di Gianfranco Cusumano
a pagina 24
Salvare il Giglio in 48 ore. A Priolo una società che “batte” l’Olanda nelle bonifiche ambientali
di Alida Amcio
a pagina 27
ECONOMIA
Imprese a Ragusa, e fu il buio. Parte dal capoluogo la protesta contro i rincari dell’energia elettrica
di Giada Drocker
a pagina 29
Centri commerciali naturali, nessuno è Fers. Solo 19 milioni di euro da dividere per i 155 progetti in tutta la Sicilia
di Maria Tiziana Sidoti
Irsap, presidentissimo cercasi. Entro sei mesi sarà operativo l’Istituto che sostituisce le 11 Asi
di Alida Amico
a pagina 32
Messina, ho un amico al Confapi. E’ messinese il presidente di Confimprese Italia. Che spiega
di Marino Rinaldi
a pagina 33
Sicilia, un popolo di cassintegrati. Raddoppiano nell’Isola i lavoratori che vivono grazie alla Cig
di Ettore Iacono
a pagina 34
Avola, facciamo soldi con l’Utopia. Parte dalla cittadina l’impegno per l’economia civile
di Paolo Randazzo
a pagina 35
POSTER
Catania, Maison Sant’Agata. La mostra dei costumi in onore della “santuzza”
di Marino Rinaldi
a pagina 37
Beni culturali, arrivano i privati. Assegnati i primi lotti per i servizi aggiuntivi dei tesori siciliani
di Daniele De Joannon
Federico Martino, il “diabolico”. “il volo notturno delle streghe” scritto dal docente messinese
di Nunzio Astone
a pagina 40
Maria Giudice, la pasionaria. Moriva il 5 febbraio 1953 la maestra socialista innamorata della Sicilia
di Sebastiano Saglimbeni
a pagina 41
Patti, il Libro rosso diventa digitale. Il centro studi Tindari-Patti “salva” il volume in cui è racchiusa la storia del Comune
di Pamela Arena
a pagina 42
«Taormina Arte non è un bancomat». E’ polemica sui direttori artistici della rassegna
di Francesco Musolino
a pagina 43
Messina, se Massini coltiva l’arte del dubbio. Al Teatro Vittorio la versione teatrale del libro di Carofiglio
di Gigi Giacobbe
Catania, c’è poco da… Dormire. Allo Zo il lavoro diretto da Salvo Gennuso
di Paolo Randazzo
a pagina 45
RUBRICHE
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Sali (pagina 4)
Scendi (pagina 5)
Qui Scuola (pagina 28)
Uomini & Business, Occorre sapere, Notizie dai Consulenti (pagina 36)
Indovina chi è? (pagina 37)
Libri/La Classifica (pagina 40)
Commenti… Lettere (pagina 46-47)
Heritage/Ecologia e Ambiente/Io, Cittadino (pagina 46)
Animal House/Antibuddaci/Eliodoro/150Parole (pagina 47)
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