Cronaca, Messina

Messina, tassa comunale di soggiorno per i turisti. Sei associazioni di categoria insorgono contro l’idea del sindaco Giuseppe Buzzanca


MESSINA. Le associazioni di categoria del settore turistico – alberghiero, Confcommercio,  Federalberghi, Confindustria Aica, Confindustria Alberghi, Confesercenti, Asshotel, dichiarano la loro netta contrarietà alla tassa di soggiorno nella città di Messina. Il governo italiano con l’introduzione della legge sul federalismo fiscale municipale, approvata in parlamento il 14 marzo 2011, ha concesso la facoltà ai comuni di introdurre una tassa di soggiorno per un massimo di 5,00 euro per persona a notte. Il contributo, servirà a dare sollievo alle casse municipali gravate pesantemente dalla crisi economica e le ingenti somme di denaro verranno investite nell’incentivare servizi per i turisti. Le associazioni di categoria, informate che anche l’Amministrazione di Messina ha preso atto della relazione tecnica predisposta dal Dipartimento Tributi avente come oggetto l’introduzione della “tassa di soggiorno”,  prendono posizione contro un provvedimento che giudicano inadeguato e denunciano la pochissima sensibilità dimostrata nei confronti degli ospiti stranieri che vengono, sempre di più, maltrattati dall’introduzione di tasse che ne scoraggiano il soggiorno a Messina. Inoltre ricordano al sindaco ed alla sua giunta che nel Disegno di Legge della finanziaria regionale 2011 il governo ha previsto che tale opportunità entrasse in vigore a partire dal 1 luglio 2012, poichè ancora il protocollo Stato/Regione Siciliana non è stato definito, e il federalismo fiscale in Sicilia sarà applicabile, ai sensi dell’art. 27 della Legge 42 del 5/5/09, solamente dopo tale previsione. È un tributo che penalizza fortemente il comparto turistico alberghiero e che si conferma dannoso per l’economia, lo sviluppo e il mercato, soprattutto se si pensa che proprio l’hinterland messinese (Taormina, Tindari, Giardini Naxos) è il maggior competitor degli hotels presenti in città. Si rischia, da una parte, di affossare definitivamente i conti economici degli operatori turistico – alberghieri e dall’altra di indebolire ulteriormente la competitività del prodotto messinese proprio quando il settore turistico si presenta come fattore strategico per far uscire il nostro Paese e la città di Messina dalla crisi. Non si capisce bene se il turismo a Messina è una risorsa o deve essere colpito con la tassa di soggiorno, il pedaggio dello Stretto etc. Domanda e offerta turistica, in città sono in netto calo ed un’ulteriore scure sulla testa degli albergatori non servirà certo a risollevare l’economia messinese.

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