SANREMO. Passa il serpentone sullo schermo e scoppia la polemica. Anzi, il piagnisteo. Durante il Festival di Sanremo di ieri, infatti, è stata sufficiente l’apparizione sullo schermo del messaggio che invitava ad inviare sms di solidarietà a favore delle vittime dell’alluvione liguro per far andare su tutte le furie due politici messinesi, il coordinatore regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, e il deputato nazionale Vincenzo Garofalo. «Per la Rai esistono alluvionati di serie A e alluvionati di serie B», ha detto l’esponente di Palazzo Madama, contestando la raccolta fondi a favore delle Cinque Terre. «Con un colpo di spugna, la televisione pubblica dimentica, ad esempio, quelli di Saponara, in provincia di Messina, anch’essi duramente colpiti a novembre dell’anno scorso, e che ancora si trovano nelle stesse condizioni dei cittadini liguri. Consideriamo semplicemente scandaloso che nessuno abbia sentito il bisogno di un gesto concreto in favore dei cittadini siciliani», ha aggiunto D’Alia, annunciando «che chiederemo conto e ragione di questa “dimenticanza” davanti alla commissione di Vigilanza Rai».
Non è stato da meno Garofalo, che ha scritto una lettera al dirigente generale del Segretariato Sociale della Rai, Carlo Romeo: “Gentile Dottor Romeo, ieri sera, durante la trasmissione del festival di Sanremo, l’evento mediatico più importante dell’anno in termini di ascolto, abbiamo assistito all’appello per la raccolta fondi a favore di alcuni centri liguri colpiti da nubifragio. Come lei ben sa, anche in altre regioni d’Italia forti piogge hanno causato quest’anno ingenti danni e, in alcuni casi, anche vittime. Non le sarà difficile dunque comprendere che, ascoltare in un evento così importante come il festival della musica italiana, lanciare un appello solo per sostenere una parte della popolazione, abbia ingenerato nelle altre vittime dell’alluvione la percezione di essere viste come una sorta di ‘diversamente alluvionati’. A fronte di un atteggiamento degli italiani di straordinaria solidarietà gli uni con gli altri dinnanzi a simili disastri a prescindere dall’appartenenza ad un territorio piuttosto che ad un altro, ieri la Rai, la tv di tutti gli italiani appunto, ha usato uno dei suoi programmi più seguiti per sostenerne solo alcuni. Allora, come hanno scritto oggi alcune testate giornalistiche ‘o il Festival di Sanremo si autoconsidera alla stregua di una qualsiasi sagra a carattere provinciale-regionale, ed in questo caso non dovrebbe essere Rai Uno a trasmetterlo ma l’apposito canale ligure di Rai Tre’, oppure l’appello avrebbe dovuto essere lanciato a sostegno di tutti gli alluvionati, nessuno escluso. Desidero dunque chiedere una spiegazione di quanto avvenuto ed auspico che, nel corso della trasmissione di stasera, possiate fornire delucidazioni non solo a me ma a tutti gli italiani che come me si stanno interrogando in merito”.
Ai due politici, presi dallo sdegno, mancava evidentemente la conoscenza della genesi di questa iniziativa imputata senza appello alla Rai. Bastava, in fondo, leggere le cronache locali dei giornali luguri per avere una risposta. Come, ad esempio, “Genova”: “….Su iniziativa della Regione Liguria e della Croce Rossa Italiana , in collaborazione con diverse associazioni e enti del mondo del volontariato, nella serata “Viva l’Italia!” di domani, giovedì 16 febbraio, i telespettatori del Festival di Sanremo, su RaiUno, potranno donare 1 euro inviando un sms dal telefonino cellulare e 2 euro da un telefono fisso al numero 45591″.
A questo punto, il dito, D’Alia e Garofalo, dovrebbero puntarlo contro Regione Siciliana, Comune, Provincia ed enti di volontariato locali che non hanno avuto la stessa brillante idea dei liguri. E anche sulla Croce Rossa, che a Messina conta così tanti papaveri e gran dame….
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Pubblicato da icittadiniprimaditutto | 18 febbraio 2012, 00:05