Politica regionale

Pd Sicilia, Francantonio Genovese “colpisce” il segretario che aveva fatto eleggere. Consegnate le 188 firme per la mozione di sfiducia a Giuseppe Lupo


PALERMO. L’ex segretario regionale del Pd, il messinese Francantonio Genovese, si prepara a dare il colpo finale al successore che lui stesso aveva pesantemente contribuito ad eleggere, Giuseppe Lupo. Insieme a Nino Papania, col quale governa l’area “Innovazioni” del partito, e in accordo con l’asse formata dal capogruppo all’Ars, Antonello Cracolici, e dal senatore Beppe Lumia, ha raccolto le firme per la mozione di sfiducia. Lupo è accusato di avere “tradito” le indicazioni della direzione del partito sulle larghe alleanze, firmando a Palermo il documento per le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a sindaco, che esclude intese col Terzo polo anche al ballottaggio. Il presidente facente funzioni dell’Assemblea, Enzo Napoli, ha ricevuto le firme stamattina e procederà alle verifiche, poi entro 15 giorni, come prevede lo statuto, dovrà convocare l’assemblea regionale per la votazione sulla sfiducia. “Concorderò il da farsi con il segretario regionale e con il segretario nazionale, vedremo”, dice Napoli rispetto alla possibile data dell’assemblea. La mozione è stata firmata da 188 esponenti del partito, 55 in più rispetto al quorum necessario per potere convocare l’assemblea e quattro in più rispetto alla maggioranza assoluta dei componenti dell’organismo politico. Se l’Assemblea dovesse voterà la sfiducia, il segretario decadrà e l’Assemblea indicherà una reggenza che porterà il partito al congresso regionale per la nomina della nuova segreteria. “Adesso – dicono i promotori della mozione – ci aspettiamo che l’assemblea del Pd venga convocata al più presto, già prima dei 15 giorni previsti dallo statuto, per evitare di intralciare il lavoro per le primarie a Palermo e per la campagna elettorale nei comuni siciliani vista delle elezioni amministrative”.

Quanto sta accadendo, per chi ha memoria, è un vero e proprio cortocircuito. All’epoca della sua elezione, infatti, Lupo rappresentava la mozione che negava qualsiasi apertura al governo regionale, a differenza di quella sostenuta da Cracolici e Lumia, che per lo meno sono rimasti coerenti. Subito dopo, però, furono proprio Genovese e Papania a suggellare l’appoggio tecnico con una cena casa del parlamentare messinese a cui aveva partecipato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Una cena che aveva visto presente anche Mario Centorrino, poi designato assessore alla Formazione. Ma ecco cosa si legge nella mozione di sfiducia a Lupo.

“Il segretario ha interpretato l’indirizzo politico fissato dal partito con una azione incerta e contraddittoria. Il Pd in Sicilia ha contribuito a scomporre il blocco politico e di potere che si era consolidato attorno allo schieramento di centrodestra, anticipandone la sua crisi con conseguenti riverberi nella politica nazionale”. E questo “ha aperto opportunità nuove per il Pd consentendogli di uscire dal recinto di un centrosinistra che in Sicilia ha sempre presentato ristretti riferimenti politici e sociali”. I firmatari ricordano che “per tali regioni il Pd, a partire dall’Assemblea tenutasi il 19 giugno scorso, indicava la prospettiva di alleanze larghe in vista anche delle elezioni amministrative del 2012 che coinvolgessero le forze progressiste, moderate ed autonomiste, attraverso la condivisione delle primarie come metodo di selezione delle candidature e per avviare una nuova stagione di riforme e di cambiamento in tutta la Sicilia”. Tuttavia Lupo, e qui c’é l’accusa al segretario, ha sottoscritto “un patto politico per la elezione del sindaco di Palermo che nega questo indirizzo e anzi lo stravolge, escludendo ogni alleanza con le forze moderate e autonomiste anche nella ipotesi del turno di ballottaggio”. Una impostazione definita “radicale ed autosufficiente del centrosinistra in contraddizione con il profilo politico del Pd”. “Ciò inevitabilmente produrrà conseguenze negative ed un rischioso isolamento del partito in tutto il territorio siciliano in vista delle future competizioni elettorali”. Infine “il segretario regionale sebbene sollecitato a operare un chiarimento ha negato, anche a mezzo stampa, la convocazione della direzione regionale” e questi fatti “che introducono un vulnus sull’autorevolezza degli organi statutariamente previsti, portano a revocare la fiducia”.

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