MESSINA. Indagato, in pensione e con tanto di complimenti per il lavoro svolto. La Camera di Commercio di Messina ha divulgato una nota su Vincenzo Musmeci, il segretario generale che ha scelto di lasciare il servizio e si ritrova indagato nell’ambito dell’inchiesta sulle fidejussioni Ascom Finance insieme al deputato regionale del Pdl, Roberto Corona: “La giunta della Camera di Commercio all’unanimità ha accolto la domanda di pensionamento anticipato del segretario generaleVincenzo Musmeci, esprimendo apprezzamento per il contributo di competenza e professionalità che ha fornito all’ente nel periodo di svolgimento del suo incarico. La giunta ha deciso di conseguenza di nominare facente funzioni di segretario generale l’attuale vice segretario generale Rita todaro”.
Nel 2010, la nomina di Musmeci aveva determinato alcuni sequestri di atti da parte il 12 e il 15 luglio. A determinarli, su input della Procura, alcuni esposti partiti appena Musmeci era andato a ricoprire le funzioni di segretario generale. Nomina che per le modalità con cui era avvenuta era stata contestata dalla Cgil. La Procura, oltre al sequestro, aveva messo sotto la lente anche le assunzioni di figli di uomini di vertice dellʼente che ricorrono negli organici della Camera di Commercio e, soprattutto, dei Magazzini generali, azienda speciale e suo ente strumentale. Vincenzo Musmeci, ex sindaco di Patti, per 14 anni vice dellʼex presidente Sergio Billè, ne aveva preso il posto nellʼestate del 2007, dopo la bufera giudiziaria che si era abbattuta sul presidente di Confcommercio nazionale. Il 23 maggio del 2009 Musmeci si era dimesso da presidente “per sopraggiunti motivi personali”. Ma dieci giorni dopo aveva presentato una domanda di mobilità volontaria e concordata con “Consorzio di ripopolamento ittico del golfo di Patti”, ente di cui era dirigente. Lʼaccoglimento della domanda era arrivato lʼ11 giugno del 2009 da parte della Giunta, presieduta da Nino Messina e composta da Francesco Aloi, Saro La Rosa, Giuseppe Sciarrone, Vincenzo Siracusano. Clarà Crocè, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil, che 19 giugno del 2009 denunciava: «La copertura di posti in organico mediante mobilità per legge deve avvenire attraverso la pubblicazione di bandi trasparenti che consentano a chiunque ne abbia titolo di poter partecipare. Questo non è successo. Si revochi la delibera». Un mese dopo, però, la stessa Giunta metteva in cantiere un concorso a un posto di dirigente di seconda fascia, vinto, a settembre del 2009, da Rita Todaro, ex assessore della giunta Providenti e candidata solitaria in quanto unico dirigente di prima fascia in organico. A firmare la delibera della Giunta, il segretario generale Pietro Ilacqua. Che insieme al presidente Nino Messina aveva firmato anche quella con cui si era avviata la selezione del nuovo segretario generale. Dopo la nomina, Musmeci aveva nominato la Todaro sua vice.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Pubblicato da icittadiniprimaditutto | 29 dicembre 2011, 19:36