Messina

Arresto Roberto Corona, Facebook latitante


MESSINA. A dispetto dei 3668 amici su Facebook, solo due hanno deciso di esprimere solidarietà a Roberto Corona, il deputato regionale del Pdl finito ieri nelle maglie di una inchiesta su una organizzazione che si dedicava all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria attraverso il rilascio di false polizze fidejussorie. Oltre a lui, ma agli arresti domiciliari, è coinvolto un altro esponente del Popolo delle Libertà all’Ars, Fabio Mancuso.

Sulla bacheca del politico messinese ha scritto così Antonio Abate: «Caro Onorevole, in questo momento così difficile e delicato, non posso che esprimere la mia più sincera solidarietà, sperando che si sia trattato di un errore giudiziario, e che tutta la verità, alla fine, venga a galla….». Mentre Franco Zanghì ha aggiunto: «Caro Onorevole, spesso ho criticato le sue idee, le sue strategie, le sue scelte, il suo impegno politico. Qualche volta mi sono spinto oltre e ho criticato perfino la sua qualità di “uomo politico”. Ma non ho mai avuto dubbi sulla sua integrità morale e sulla sua onestà. Penso di poter parlare a nome di tanti pattesi che, come me, sono rimasti agghiacciati dalla notizia di oggi. Noi siamo con lei e siamo sicuri che presto riuscirà a dimostrare la sua estraneità a quanto oggi le viene contestato. Tenga duro e lotti con tutte le sue forze. Caro Onorevole, pur con tutti i suoi “difetti”, lei per noi continuerà a rappresentare la Sicilia dei siciliani onesti».

Sul social network, i colleghi di partito hanno taciuto. Nelle stesse ore in cui Corona finiva in carcere, ad esempio, Nino Germanà, deputato nazionale messinese del Pdl, annunciava una discussione in Consiglio dei Ministri «su una bozza di Decreto sui dissesti idrogeologici avente ad oggetto lo snellimento dell’iter burocratico per lo stanziamento dei fondi».

Sul fronte politico, prende posizione Idv. «A parte la questione morale che si sta creando all’interno della politica siciliana, dove ormai non fa quasi più notizia che qualche esponente dell’Ars venga indagato sotto pesanti accuse, come si fa ad accettare che sulla concessione di fideussioni non siano state fatte le giuste verifiche da parte degli enti locali e delle società danneggiate, tra cui la Stretto di Messina?», si chiede Antonino Alessi, segretario provinciale del partito di Di Pietro.

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