MESSINA. Il governo Monti fa saltare gli accordi sulla presidenza dellʼAutorità Portuale di Messina. Quando infatti sembrava che si fosse giunti alla presentazione di una terna unica di candidati, i comuni di Milazzo e Pace del Mela hanno fatto saltare lʼincontro previsto per giovedì 17. I due, infatti, avrebbero dovuto comunicare il terzo nome rispetto ai due sui quali avevano trovato lʼaccordo con gli altri enti (le amministrazioni di Messina e San Filippo del Mela, la Provincia e la Camera di Commercio): Salvatore Leonardi e Antonio Samiani. La decisione deriva dalla perdita di potere contrattuale del centrodestra, che non può più contare sul ministro Altero Matteoli. Da qui la decisione, da parte dei due Comuni, di far “saltare” anche i nomi sui quali si era in sintonia. Spiega il sindaco di Milazzo, Carmelo Pino: «Ci siamo informati: non siamo obbligati a presentarte una terna unica di candidati in accordo con gli altri. Quindi, procederemo autonomamente ». Non è dello stesso avviso il primo cittadino di Messina, Giuseppe Buzzanca: «Le risposte ai nostri quesiti da parte del dottor Stranchi del ministero e di Claudio Lafolla del Consiglio di Stato sono state chiare: una sola terna. Lʼincontro è saltato, ma ci rivedremo il 18». Ma, a vedersi, saranno solo in quattro, come conferma il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto: «In tutta franchezza: eravamo riusciti a fare una sintesi. Poi, il cambio di governo ha determinato la decisione del passo indietro da parte di Milazzo e Pace del Mela». In corsa per la successione a Dario Lo Bosco sono, oltre a Leonardi e Samiani, Tommaso Santapaola, Pino Cardile, Calogero Ferlisi, Claudio Conte, Antonino Isgrò, Santi Trovato, Leonardo Santoro, Giovanni Zuccalà e Fortunato Romano. Una volta elaborata la terna, il ministero dovrebbe nominare il presidente dʼintesa con la Regione. In assenza di intesa, la terna può essere indicata dallo stesso governatore.
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