Dai tecnici alla politica
Il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha rivendicato il merito di essere stato il primo in Italia a sperimentare il governo tecnico. A dare un’occhiata, però, magistrati, professori, imprenditori, prefetti prestati alla politica, secondo gli impietosi dati forniti dalla Corte dei Conti, non hanno dato alla Sicilia quel colpo d’ala che tutti ora si aspettano da Monti e dalla sua squadra di tecnocrati. La Sicilia, ci fa sapere, la signora dei Conti, Rita Arrigoni, è sul crinale di un precipizio: sei miliardi di buco accertato. In pratica, molto più che la Grecia. In bilico sul cratere, poi, ci si accorge di avere altri record: dieci miliardi di spesa comunitaria a bagnomaria, con somme impegnate al di sotto del 9% cui si aggiunge il più alto tasso di disoccupazione giovanile del paese. Come uscirne? Gli esempi che arrivano dagli assessorati deludono: l’esercito di burocrati, che decidono il destino di questa terra, continua ad essere foraggiato con cifre che offendono la crisi in corso. I fondi scandalosi destinati alla formazione professionale, 500 milioni di euro, continuano ad essere erogati per produrre il nulla. “Ammortizzatori sociali…”li definisce l’assessore Mario Centorrino. In questo clima la svolta qual’è? Avere ripianato un buco nella sanità? E al resto della voragine, la gruviera nella quale ci si muove, quando si pensa di mettere mano? E sarà una riforma tecnica o politica? (pag. 2)
Omosex, s…coppia il caos
Di Marino Rinaldi (pag. 6)
PALERMO. Dopo l’istituzione del registro comunale sulle coppie di fatto, fra conflitti religiosi, battaglie “a colpi di manifesto”, lotte fratricide e accuse di oscurantismo, da Palazzo D’Orleans a Palazzo dei Normanni si alza “il livello dello scontro” sulle unioni omosessuali. In attesa che venga discusso in aula il disegno di legge sui Pacs presentato all’Ars dai parlamentari Pino Apprendi, Alessandro Aricò, Giulia Adamo e Francesco Musotto, è guerra aperta fra chi ritiene le unioni civili un atto di civiltà e chi al contrario le considera un oltraggio alla famiglia “tradizionale” fondata sul matrimonio fra uomo e donna. Era il 1980 quando nel capoluogo siculo venne fondata da un sacerdote omosessuale la prima sede nazionale dell’Arcygay. Più di trent’anni dopo Palermo porta ancora il vessillo di “capitale omosex” grazie a uno “strumento legislativo” anti omofobia, l’unico in Italia, e all’istituzione di un registro comunale per le unioni civili, al quale potranno iscriversi tutte le coppie che vivono insieme da almeno un anno, senza distinzione di sesso o etnia. Il via libera, per il registro delle coppie di fatto, è arrivato dal Consiglio comunale poco più di una settimana fa con 19 sì, 3 no e uno strascisco di polemiche. «Si tratta di un passo importante, con il riconoscimento di una minoranza numerosa che non resta in silenzio ma reclama attenzione e diritti. Otto anni fa una mozione simile è stata respinta…
RAGUSA. Due mamme per un bebè
Di Marino Rinaldi (pag.7)
RAGUSA. Il colpo di fulmine è esploso sul posto di lavoro, quando i loro sguardi si sono incrociati per la prima volta. Da allora sono trascorsi 12 anni ma Veronica, 32 anni, e Patrizia, 45, entrambe di Vittoria, si amano ancora come il primo giorno. Anzi, con il passare degli anni il loro legame è diventato sempre più forte, soprattutto da quando è nato il piccolo Alejandro Gabriele, il “cucciolo” di appena tre mesi per il quale hanno lottato a lungo, scontrandosi contro le leggi italiane e i pregiudizi della gente. «Desideravamo un bambino da tre anni – racconta Veronica, la mamma biologica – e finalmente siamo riuscite a realizzare il nostro sogno. Ma per farlo abbiamo dovuto affrontare due viaggi allʼestero, uno a Copenaghen e lʼaltro in Spagna, dove ho fatto la fecondazione in vitro. In entrambe le esperienze sono stata trattata benissimo dal personale ospedaliero. Pensi che in Spagna hanno anche chiesto persino il recapito della mia compagna. Una cosa normalissima, ma impensabile in Italia…». Dove la legge 40 vieta a qualsiasi persona che non faccia parte di una coppia eterosessuale, sposata o convivente, di accedere alla fecondazione assistita…
POLITICA. Buzzanca spaccatutto
Di Alessio Caspanello (pag. 9)
MESSINA. Due consiglieri del Pd, altrettanti di Fli, uno del Mpa, un altro di Risorgimento messinese, e, sulla vicenda dell’incompatibilità di Giuseppe Buzzanca tra le due cariche di sindaco e parlamentare regionale, due posizioni univoche non ci sono. Tutti d’accordo sul fatto che, in qualche maniera, Buzzanca debba rinunciare ad una delle poltrone. Su quale, e sul “come”, non c’è chiarezza di intenti. La conferenza stampa inizia con il convitato di pietra. L’Udc, infatti, pur sparando bordate contro il doppio incarico, sembra spararle a salve, e fedele al ruolo di parte integrante della maggioranza, diserta la conferenza. Davanti ai microfoni, ci sono Nino Carreri di Risorgimento messinese, Sebastiano Tamà per il Mpa, Nello Pergolizzi e Pippo Trischitta in forza a Futuro e Libertà, e Felice Calabrò e Nicola Barbalace in rappresentanza di due delle anime che compongono il Partito democratico. Inizia Carreri, e subito spara la prima bordata. “Rassicuro Buzzanca e la sua sindrome da Calimero: nessuno ce l’ha con lui, vogliamo solo che le sentenze siano rispettate”. Come? “Con la scelta che lui reputa migliore. Migliore per lui, s’intende – gigioneggia Carreri, che poi però torna serio – Certo, per la città non sarebbe un bene andare ad elezioni con questo clima politico”. Al microfono gli subentra Felice Calabrò, che premette “Opinione personale, prima si dimette da sindaco e meglio è”. Poi torna a “più miti consigli”: Intanto Buzzanca deve scegliere, un verbo che evidentemente disconosce…
POLITICA. Pd, in candidabili per Statuto
Di Daniele De Joannon (pag. 10)
PALERMO. Prima delle elezioni, siano amministrative, regionali o politiche, nel Pd arriveranno le deroghe. Quelle previste dallo Statuto siciliano per individuare tutte le incandidabilità e le incompatibilità. Che sono tante, almeno leggendo l’articolo 26 della “Carta” siciliana approvata a febbraio del 2009. E che sono destinate a colpire 27 (o 28) tra senatori, onorevoli nazionali e deputati regionali. Incandidabilità e incompatibilità che, se applicate alla lettera, azzererebbero del tutto i propositi del “rottamatore”Matteo Renzi, aprendo inevitabilmente le porte a “nuova linfa” da individuare attraverso le primarie. Nell’applicazione dello Statuto, però, i democratici hanno già dimostrato una sostanziale “differenza fra idea e azione”. A cominciare dal segretario regionale, Giuseppe Lupo, che per la lettera “a” del comma 2 dell’articolo 21 dello Statutoi nazionale non poteva essere eletto in quanto deputato regionale del partito. Allo stesso modo del suo predecessore, Francantonio Genovese, che nel 2008 transitò dall’Assemblea regionale alla Camera dei deputati (entrambi i ruoli, comunque, incompatibili)…
POLITICA. Mpa, ecco come Andò
Di Daniele De Joannon (pag. 11)
MESSINA. In fondo, il titolo era “Impegnamoci per lo sviluppo del territorio”, non “Impegniamoci a parlare di Mpa”. Nonostante ciò, lʼincontro organizzato dal commissario provinciale degli autonomisti di Messina, Antonio Andò, ha rinnovato le polemiche interne al Movimento. Forse perchè una parte degli aderenti si aspettava di poter esprimere il proprio punto di vista al leader dellʼMpa, il presidente della regione Raffaele Lombardo, che del pomeriggio di giorno 12, allʼIstituto San Luigi di Messina, era lʼospite dʼonore. COME… ANDOʼ. Allʼincontro era prevista la partecipazione di rappresentanti istituzionali, attivisti, iscritti e simpatizzanti del Movimento per le autonomie. Unico assente, per motivi istituzionali, il capogruppo alla Camera Carmelo Lo Monte, da tempo esponente di punta del dissenso interno. Secondo chi oggi contesta, era stata predisposta una scaletta che vedeva, oltre allʼintervento di Andò, anche quelli dei capigruppo al Comune e alla Provincia, Sebastiano Tamà e Roberto Cerreti, dei tre ex deputati, Fortunato Romano, Antonio DʼAquino e Nino Gazzara, e del presidente del consiglio di Palazzo Zanca, Pippo Previti. Invece, a parlare, sono stati solo Andò ed esponenti del mondo della società civile e delle professioni. Uniche “eccezioni politiche”, i sindaci di Taormina (Mauro Passalacqua), di San Fratello (Salvatore Sidoti Pinto, unico esponente del collegio dei Nebrodi insieme a Cerreti) e SantʼAlessio (Gianni Foti)…
POLITICA. D’Orsi, l’ora del Giudizio
Di Alida Amico (pag. 12)
AGRIGENTO. Giudizio immediato per il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi(Mpa). Il gip del Tribunale Stefano Zammuto- accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica ha disposto il processo immediato per peculato, concussione, abuso d’ufficio e truffa. La prima udienza è stata fissata per il 23 gennaio 2012. Un “terremoto giudiziario”, aveva investito, lo scorso ottobre, il presidente della Provincia insieme ad altri 13 dirigenti e funzionari dell’ente. Alla vigilia dell’ennesimo rimpasto in giunta (costituita da Mpa, Pd, Fli,Udc e Forza del Sud). D’Orsi, secondo l’accusa, si sarebbe fatto piantumare nel giardino della sua villetta, da un agronomo dipendente provinciale – distogliendolo dai compiti d’ufficio – ben 40 palme, di proprietà della Provincia, che erano destinate alle aiuole delle scuole ed all’orto botanico. Avrebbe, tra l’altro, indotto un architetto – assunto con contratto a tempo determinato – a dirigere i lavori di ristrutturazione di un fabbricato di sua proprietà “senza alcun corrispettivo effettivo”. Nel mirino degli inquirenti, c’è anche una gran quantità di rimborsi, incassati (per anni) dal D’Orsi, per pranzi e cene in svariati ristoranti, poi spacciati per spese di rappresentanza “inesistenti” (esibendo scontrini irregolari e ricevute fuori legge)…
POLITICA. Gela mette in mora l’Ars
Di Alida Amico (pag. 13)
GELA. La “diffida” è già stata notificata dall’ufficiale giudiziario, lunedì scorso 13 novembre. Un drappello di rappresentanti del comitato per l’istituzione della Provincia regionale di Gela, capeggiati dal portavoce Filippo Franzone, era arrivato a Palermo per rimarcare meglio il senso della battaglia. Ed insieme al legale del comitato, l’avvocato cataneseCarmelo Giurdanella, ha “scortato” l’ufficiale giudiziario fino ad i piani alti di Palazzo dei Normanni, per una insolita “messa in mora”. La notifica al presidente dell’Ars Francesco Cascio, ed alla Conferenza dei capi gruppo, di un atto stragiudiziale di “diffida e contestuale messa in mora” a provvedere, per non avere ottemperato alla legge n. 1 /2004. L’atto stragiudiziale, recapitato per conoscenza anche al Commissario dello Stato – sottoscritto dai rappresentanti del comitato promotore (oltre a Franzone,Giulio Cordaro, Alfonso GiardinaeCarlo Varchi) – ha diffidato i vertici dell’Ars ad inserire entro i prossimi 30 giorni all’ordine del giorno il disegno di legge di iniziativa popolare sulla istituzione della Provincia. «La Regione, entro 6 mesi dalla presentazione della proposta di legge, sottoscritta da oltre 18 mila firme ricorda il portavoce del comitato Filippo Franzone – era obbligata a metterla all’ordine del giorno…
COMUNE DI MESSINA. Tar batte Consiglio 2-0
Di Alessio Caspanello (pag. 14)
MESSINA. Via l’agrumeto di san Licandro e gli stabilimenti della ex Birra Messina. Al loro posto, un distributore di carburanti da 1500 metri quadrati, e 350 alloggi distribuiti in dieci palazzine. Lo ha deciso il tribunale amministrativo. Perchè la politica ha scelto di non decidere. In rapida sequenza, nel giro di un paio d’ore della mattina di mercoledi 16 novembre, il consiglio comunale ha approvato due delibere. Che ne hanno sancito la definitiva sconfitta. In entrambe, il tribunale amministrativo ha di fatto “commissariato” l’aula consiliare di palazzo Zanca, imponendo due cambi urbanistici: il primo, a san Licandro, trasformerà millecinquecento metri quadrati destinati a parco pubblico proprio di fronte alla chiesa, in una delle poche zone, in un distributore di carburanti della Elios petroli. Il secondo, demolirà lo storico stabilimento dela ex Birra Messina, per far posto alle palazzine del futuro “Parco Trinacria”. Ad osservare, in alto, sul loggione destinato al pubblico, i lavoratori della birra Triscele, azienda di famiglia del gruppo Faranda, oggi in cassa integrazione. Secondo gli accordi con la proprietà, il ricavato dalla vendita del terreno diventato edificabile, servirà a “delocalizzare” lo stabilimento ed a riprendere la produzione…
POLITICA. Santa Teresa di Riva, se Spadaro rompe
Di Massimo Ferraro (pag.15)
S.TERESA DI RIVA. La fresca nomina del presidente del consiglio dell’unione dei comuni delle valli joniche dei peloritani potrebbe produrre effetti sui futuri assetti politici santateresini in vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno nella primavera 2012. L’asse Pdl-Sicilia Vera che ha portato all’elezione di Carmelo Spadaro e di Nino Triolo in qualità di vice, potrebbe generare una appendice nelle future valutazioni che i vari gruppi andranno a fare da qui a qualche mese nella formulazione delle liste da proporre ai cittadini. I registi dell’operazione Carmelo Spadaro presidente, che ha sancito il flop dell’altro Spadaro (Pablo che aveva fatto nelle ultime settimane una vera e propria campagna elettorale), hanno avuto modo di incontrarsi ripetutamente in questi ultimi giorni e pare che si sia aperto un tavolo di confronto in funzione di future alleanze anche in quel S. Teresa. Protagonisti da una parte l’assessore Giannandrea Agnoni (pdl) ed il capogruppo di minoranza Fabio Palella (sv) che tra un intervento strategico e l’altro hanno avuto modo di confrontarsi anche sul futuro della cittadina a loro cara. A prendere l’iniziativa strada buona parte delle milizie e che teme pare sia stato Palella che ha lanciato gli attacchi di un esercito avversario che l’idea, mentre Agnoni ha prontamente sembra rinfoltirsi giorno dopo giorno, ringraziato il collega per l’attenzione ma al composto già dai pezzi di fuoco di Udc, Fli, momento si è dichiarato impegnato anima Sicilia Vera e del gruppo che fa riferimento e corpo nell’amministrazione Morabito…
POLITICA. Messina, i Democratici vanno in laboratorio
Di Giuseppe Pistone (pag. 16)
MESSINA. Il segretario regionale del PD, Giuseppe Lupo chiama a raccolta nei nuovi locali di via Lodi, 263 a Messina i vertici di partito per fare quadrato attorno ai prossimi appuntamenti elettorale nella provincia. Ufficialmente al centro del dibattito i fondi che il governo ha destinato alla aree alluvionate della Provincia di Messina. “Il nuovo Governo presieduto da Mario Monti sblocchi i fondi destinati alla aree alluvionate della Provincia di Messina, da Giampilieri, Caronia, San Fratello – ha spiegato il segretario provinciale Antonino Bartolotta, Sindaco di Savoca. E’ indispensabile intervenire subito – tiene a precisare – per pianificare un percorso di prevenzione del rischio idrogeologico”. In questa occasione è stato delegato al segretario regionale Giuseppe Lupo di farsi portavoce delle priorità del territorio messinese con il segretario Nazionale Pierluigi Bersani. In realtà Antonino Bartolotta, segretario provinciale del PD ha fatto il punto sulle alleanze politiche ribadendo l’importanza delle primarie, quale strumento democratico per il territorio. Non per niente all’incontro hanno partecipato gli onorevoli Genovese, Laccato, Rinaldi, Panarello, il segretario cittadino Grioli e il segretario giovanile Lo Re e i coordinatori dei circoli comunali e diversi sindaci e amministratori…
MESSINA. Teatro Vittorio, rivolta in scena
Di Michele Schinella (pag. 17)
MESSINA. C’era un direttore amministrativo a 5mila euro netti al mese per 14 mensilità all’anno che all’ente regionale Teatro di Messina legge istitutiva alla mano non avrebbe dovuto neanche passare. Ma come se fosse un dirigente della regione Sicilia è passato per mobilità all’Asi, Area di Sviluppo industriale, dove è diventatodirettore generale,presentando subito dopo una richiesta di 800mila euro di arretrati. Ci sono invece 67 lavoratori, tra amministrativi e tecnici che dal 2010 aspettano, invano, l’equiparazione del loro stipendio a quello previsto dal Contratto collettivo di lavoro dei dipendenti regionali che lo stesso avvocatoFernando Caudoavrebbe dovuto curare. E ora si sono rivolti ad un legale chiedendo l’inquadramento previsto dalla legge e minacciando di reclamare gli arretrati e di far saltare così il banco delle prossime stagioni teatrali. Secondo alcuni calcoli il salasso, gravato di interessi e di rivalutazione monetaria, per le casse disastrate dell’ente teatro di Messina potrebbe arrivare a sei o sette milioni di euro: praticamente il budget che ogni anno è trasferito dalla Regione al “Vittorio Emanuele”…
MESSINA. Spazzatura, paghi tu?
Di Alessio Caspanello (pag. 18)
MESSINA. Nel bilancio comunale è sempre stato un “dente marcio”. Sfavillanti le promesse, deprimenti i risultati. La Tarsu, la tassa sulla spazzatura, a Messina la paga poco più della metà di chi dovrebbe, il 60% dei contribuenti. Anche perchè il cattivo esempio arriva dall’alto. Il Policlinico universitario è la prima azienda di Messina come numero di occupati e “volume d’affari”. E anche come estensione. Una città nella città, che la Tarsu ha iniziato a pagarla dal 2005 perchè, per gli anni precedenti, la struttura universitaria risultava “soggetto esente”. E come tale era stata sollevata dal fardello pesante della tassa dai capi area ai Tributi di palazzo Zanca che si sono succeduti nel tempo, da Umberto Zenofonte a Giuseppe Scalici. Oggi, che a capo del dipartimento c’è Romolo Dell’Acqua, il policlinico paga una tassa “tarata” su un’estensione di 70mila mq (4 euro al mq). La superficie totale della struttura, però, è di parecchie volte superiore. Perchè? Perchè, ancora oggi, c’è da fare l’accertamento sui parcheggi, non conteggiati nel computo metrico che dà la somma finale. Alcune superfici del policlinico, come la torre biologica e le sale operatorie smaltiscono poi rifiuti speciali, quindi esenti dal pagamento Tarsu…
MESSINA. Fondi Urban, qualcosa non torna
Di Alessio Caspanello (pag. 19)
MESSINA. Si chiama Urban ed ha, tra i meriti, quello di aver fatto incassare al Comune di Messina parecchi milioni di euro. Sono serviti per recuperare il Forte Ogliastri, per rendere funzionale l’Istituto marino, per far diventare fruibile alla città la chiesa di santa Maria Alemanna. Ma anche per finanziare concerti e manifestazioni. E per partite di giro con le quali il comune di Messina ha pagato gli aumenti del monte ore lavorative settimanale dei contrattisti. E la Corte dei conti, oggi, ne chiede conto. Nel consueto documento inviato all’indirizzo del comune di Messina, analizzando i risultati del 2009 i magistrati contabili, per la prima volta, sottolineano un “irregolare utilizzo dei capitoli relativi ai servizi per conto terzi in violazione del principio di tassatività”, riferendosi, tra le altre voci, anche al “programma Urban”. Cosa è Urban? Nel 2003, il comune di Messina partecipa ad un concorso indetto dal ministero delle Infrastrutture, piazzandosi diciannovesimo. E accede ad un finanziamento di cinque milioni e rotti di euro, di provenienza comunitaria e destinati ad una contabilità separata, come da condizione richiesta dal ministero dell’Economia per l’accreditamento delle somme…
MESSINA. Autorità Portuale, folla per otto posti
Di Daniele De Joannon (pag. 20)
MESSINA. Una Fiera affollata da centinaia di giovani (e non) per otto posti di lavoro. Quelli banditi nell’ottobre del 2010 dall’Autorità portuale di Messina, che per la selezione si è affidata all’agenzia Quanta di Milano. Dopo aver esaminato le domande e icurricula, Quanta ha invitato i candidati prescelti a sostenere, alla Fiera, la prova scritta. Ovvero un test di 50 domande di natura psico-attitudinale, di cultura generale e relative a materie attinenti il profilo per il quale ci si era candidati. Nella stessa giornata (il 16 novembre), gli elaborati sono stati corretti e la graduatoria affissa. Per i primi cinque di ogni profilo, si apriranno le porte per il colloquio, la cui data sarà comunicata per raccomandata. Le centinaia di partecipanti che hanno affrontato i test, però, si sono ritrovati con qualche domanda a “trabocchetto” e anche una che, nel corso dell’esame, è stata annullata in autotutela. In molti, infatti, stavano cadendo in errore di fronte alla richiesta di completare la seguente proporzione tra le parole: “Pittore sta a pannello come scrittore sta a: romanzo, libro, penna, etc”. Istintivamente, siccome il pannello è un supporto sul quale dipingere, in tanti stavano rispondendo “libro”. Alla fine, però, il quesito è stato annullato. A causa di un refuso, infatti, il pannello avrebbe dovuto essere un “pennello”. Per gli addetti alle relazioni esterne, invece, un vero e proprio “trabocchetto”…
FICARRA. Servizi sociali “fai da te”
Di Franco Tumeo (pag. 21)
FICARRA. A turno si allontanano dal posto di lavoro e per qualche ora alla settimana si occupano di anziani soli: ritirano la ricetta dal medico, provvedono all’acquisto di medicine, di prodotti alimentari o semplicemente offrono un po’ di solidale compagnia. A fare tutto questo non sono i soliti assistenti sociali della solita cooperativa mandati dall’Azienda sanitaria provinciale o ingaggiati dal servizio sociale del comune, bensì alcuni volenterosi impiegati comunali, di norma impegnati in ben altre mansioni. A lanciare l’iniziativa, che avrà costi zero per le asfittiche casse comunali, l’esperto del sindaco per i servizi sociali Ivano Busacca, un passato da consigliere comunale e da anni impegnato in favore dei più disagiati. Per gli anziani del piccolo centro nebroideo, insomma, da alcuni giorni la solitudine, l’età, l’handicap fisico non sono più un problema insormontabile. Sotto la pressione dei robusti tagli di risorse finanziarie registrati nei trasferimenti agli enti locali, è questa dunque la risposta creativa escogitata dal comune per assicurare alla sua numericamente consistente popolazione anziana dignitosi livelli di assistenza sociosanitaria, senza aumentare ulteriormente la tassazione locale…
MESSINA. Università, il Magnifico vizietto dell’autoproroga
Di Michele Schinella (pag. 22)
MESSINA. Il piano “A”, quello fondato sull’autoproga deliberata nell’estate del 2010, è stato stoppato per violazione dei principi di legalità e democrazia dal Tribunale amministrativo regionale di Catania. Ma il rettore dell’Università di Messina Franco Tomasello per prolungarsi il mandato, iniziato nel 2004 e in scadenza naturale al 31 ottobre del 2011, sino al 31 ottobre del 2013 aveva un piano “B” di riserva. Nascosto nelle pieghe delle norme del nuovo Statuto sarà ora esaminato con particolare attenzione dal neo ministro dell’Università e della ricerca, Francesco Profumo. Se infatti al ministero spetta il compito ordinario di approvare gli Statuti attuativi della legge di riforma Gelmini, che il Senato accademico dei vari atenei ha adottato, quello deliberato il 29 ottobre dal Senato accademico dell’ateneo di Messina, sarà oggetto di una valutazione particolare. Per Roma è infatti in partenza un ricorso gerarchico diretto al ministro da parte di un gruppo di docenti, gli stessi che avevano impugnato con successo l’autoproroga, che ha come obiettivo finale di far saltare il piano di riserva di Tomasello. Il piano B è in una norma dello Statuto inserita all’ultimo momento e non predisposta nella bozza di Statuto elaborata dalla commissione di supporto di 12 membri di cui per legge si sono avvalsi Senato accademico e Consiglio d’amministrazione…
ATENEI SICILIANI. La ricerca? E’ abortita
Di Michele Schinella (pag. 23)
MESSINA. Sul tavolo ci sono un milione e 400mila euro allʼanno per 10 anni di risorse regionali da destinare alla ricerca e dare alla Sicilia, che ne è sguarnita benchè lo imponga la normativa comunitaria, un sistema di controllo della qualità della filiera agroalimentare. Ma i rettori dei tre atenei della Sicilia, Franco Tomasello, Roberto La Galla e Antonino Recca, non li vogliono più, nonostante gli organi della giustizia amministrativa di primo grado (Tar di Catania) e dʼappello (Consiglio di Giustizia amministrativa) abbiano sancito lʼobbligo giuridico per la regione Sicilia di adempiere allʼobbligo assunto nel 2005 e di versare le risorse economiche al Consorzio ricerca e qualità (Co.Ri. Qua), formato appunto dalle tre università. Dal 2005 in poi la regione Sicilia non ha versato nella casse del Consorzio neanche un euro e ha usato varie argomentazioni per rintuzzare, anche dopo le sentenze, le richieste provenienti dai vertici del Consorzio, costretto nel frattempo alla paralisi. Adesso che sono arrivate le sentenze dei giudici sono stati i tre atenei, ovvero le istituzioni che le risorse le dovrebbero ottenere per incentivare la ricerca, a togliere lʼattuale amministrazione regionale del governatore Raffaele Lombardo, alle prese con i problemi di bilancio, da ogni impaccio offrendo su un piatto dʼargento il modo per aggirare il diktat dei giudici amministrativi…
BARCELLONA. Il “Seme d’Arancia” non si tocca
Di Maria Tiziana Sidoti (pagg. 24-25)
BARCELLONA. A Barcellona il 58,7% della popolazione vuole che l’opera resti nella sua collocazione originaria, mentre quasi 2 cittadini su 3 pensano che il trasferimento in altro luogo ne tolga significato. L’opera è “Seme d’Arancia”, donata nel ’98 dall’artista Emilio Isgrò al suo comune natale, Barcellona Pozzo di Gotto. Il sito è la piazza antistante la vecchia stazione ferroviaria. E le percentuali sopraccitate sono alcuni dei risultati di un sondaggio a cura di Demoskopea, l’istituto da 45 anni impegnato in ricerche sociali e di mercato. L’indagine demoskopica è un nuovo capitolo nella querelle. Che, con al centro “Seme d’Arancia”, da mesi impegna il Comune di Barcellona ed Isgrò. L’opera, scultoreo impasto in 7 metri di materiale vulcanico e fibra di vetro, raffigurante un seme del siculo agrume, donata dall’artista, trasferitosi dal ’56 a Milano, alla città d’origine di Barcellona, fu inaugurata nel marzo del ’98 alla presenza di 200 sindaci italiani. Creata dall’artista come simbolo di rinascita sociale ed economica di Barcellona, della Sicilia, e dei paesi mediterranei, venne collocata nel piazzale di fronte la vecchia stazione: da qui partivano i carichi di tonnellate di agrumi per il nord e per l’Europa, memoria di un passato di fatica, sacrificio e sudore che il Seme avrebbe risvegliato nei barcellonesi in riscatto civile contro la cultura di degrado e morte della mafia…
MILAZZO. Il porno della porta accanto
Di Gianfranco Cusumano (pagg. 26-27)
MILAZZO. Hanno girato le scene in cambio di biancheria intima sexy e attrezzi erotici. Particolarmente apprezzato un vibratore con telecomando che può essere attivato nel corso della giornata, anche in pubblico, con uno sguardo complice. Una esperienza, quella sul set del film “Quelle calde coppie di Barcellona e Milazzo”, che ha coinvolto tre coppie di scambisti provenienti dai comuni messinesi che potete vedere nelle foto in esclusiva pubblicate da Centonove. Qualche lettore avrà già riconosciuto di chi si tratta. A pochi giorni dall’uscita nelle edicole del dvd prodotto dalla Valentino Produzioni ha fatto già scalpore, e fatto partire una “caccia” ai protagonisti della pellicola diretta da Lucrezia Francesca, ormai un nome nel settore dell’hard core casalingo. Al suo attivo titoli come “La calda provincia Mantovana” e “Fatto S: Sesso, soldi, Siena. Il gioco è semplice. Si scelgono coppie locali, si mette il nome del comune nel titolo, e lo scandalo nel comprensorio è assicurato. La gente del luogo cerca di riconoscere gli attori non protagonisti rigorosamente a volto coperto, partono le illazioni. Tre le coppie impegnate sul set, nello specifico, una di Messina, e le altre due rispettivamente di Milazzo e Barcellona, tutte in età compresa tra i 30 e i 40 anni…
RAGUSA. Se il Comune tar…tassa i turisti
Di Giada Drocker (pag. 28)
RAGUSA. Il Comune di Ragusa prova ad istituire la «tassa di soggiorno”, tassa di scopo prevista dalle disposizioni sul federalismo fiscale municipale: per spiegare meglio, 1 euro al giorno a persona per i non residenti che soggiornano a Ragusa. In un periodo di «chiari di luna”, bilancio sano ma senza liquidità, l’assunto di partenza della giunta municipale di Ragusa è che bisogna fare cassa «fare fronte alle esigenze emergenti in materia di turismo e di sostegno delle strutture ricettive”. Una esigenza dunque che non è ben vista da Federalberghi e Confesercenti disposte comunque a chiudere un occhio pur di avere investimenti nel settore turistico. Il Pd cittadino, con il segretario Peppe Calabrese, ha chiesto che l’eventuale imposta di soggiorno si applichi anche a chi ha acquistato un appartamento in un complesso definito turistico alberghiero e lo abita, negli effetti pratici, tutto l’anno. Ne consegue che il Comune potrebbe avere concesso dei cambi di destinazione d’uso, ed allora andrebbe verificata la consistenza dei cambi (se chi ha costruito ha beneficiato di finanziamenti pubblici); in questo caso, chi vi abita potrebbe essere residente a pieno titolo…
PALERMO. Judith, mamma dei profughi
Di Giovanni Burgio (pag. 29)
PALERMO. Judith Gleitze è una tedesca che da due anni vive a Palermo. Da qui si sposta ogni mese verso Lampedusa e la Tunisia per constatare di persona come sono trattati profughi e immigrati. Infatti Judith è un emissario di Borderline – Europe, un’organizzazione internazionale che è impegnata sul fronte dell’immigrazione e dei diritti umani. Lei, quindi, non si definisce una giornalista, ma una studiosa – ricercatrice di migrazioni e diritto d’asilo. Da qualche giorno è rientrata da Lampedusa. “E’ irriconoscibile, uno spettacolo allucinante, un’isola spettrale: paesi deserti, moltissime case in vendita, nessuno in strada. Il vento è padrone. Sembra di essere in quei villaggi abbandonati del vecchio west dove si sente solo il cigolio della porta del saloon”…
ECONOMIA. Derivati al Comune di Messina, “concilia”?
Di Alessio Caspanello (pag. 31)
MESSINA. Il gioco si fa duro, il Comune di Messina mostra la faccia ingrugnita e Bnl s’intimorisce. E tenta la strada della mediazione. La vicenda dei contratti di finanza derivata stipulati da palazzo Zanca con gli istituti di credito Bnl e Dexia Crediop potrebbe avviarsi ad una rapida conclusione. Favorevole al Comune. Forse. E’ la fine di ottobre quando il dirigente dell’Avvocatura di palazzo Zanca Carmelo Giardinatrasmette all’assessore al Bilancio Orazio Miloro copia dell’istanza di mediazione depositata presso l’ADR Center da Bnl Spa nei confronti del Comune di Messina, “quale condizione di procedibilità dell’azione civile promossa presso il tribunale di Messina per l’annullamento dei contratti derivati ed il conseguente risarcimento dei danni”. Sembrerebbe una “resa” da parte dell’istituto di credito. E invece no. Bnl tenta sì la composizione stragiudiziale della querelle, ma è anche vero che nei rapporti tra privati e banche è obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione. E infatti, Il giorno in cui il giudiceAdolfo Fiorentinoha rinviato il procedimento in attesa della procedura di mediazione, che avrà luogo a Roma il 29 novembre o più presumibilmente a metà dicembre…
ECONOMIA. Centuripe, l’aeroporto con gli occhi a mandorla
Di Alida Amico (pag. 32)
ENNA. L’imponente struttura avrebbe piste di atterraggio lunghe 5 km. Nulla da invidiare a Malpensa o a Fiumicino. Esteticamente, il design dell’avveniristico aeroporto del futuro, si ispirerà ai petali della “zagara”: alludendo al fiore di arancio in versione hi-tech, simbolo importante sia per i siciliani che i cinesi. Il progetto dell’aeroporto internazionale “made in China” che permetterebbe l’atterraggio di voli intercontinentali commerciali dalla Cina nel cuore del Mediterraneo – una porta d’ingresso (nel sud Europa) soprattutto per le merci del Sol Levante – dovrebbe sorgere nel cuore della Sicilia: in territorio di Centuripe, comune di circa 6 mila anime in provincia di Enna. L’investitore con gli “occhi a mandorla” disposto a finanziare il mega scalo – gettando sul tavolo 300 milioni di euro – è la holding cinese Hna (Hainan Airlines Company Limited), tramite la. compagnia aerea del gruppo, la Gran China Air. Insomma, i cinesi che stanno facendo shopping di infrastrutture europee a gò gò (dall’aeroporto di Atene, alle catene di alberghi spagnoli), potrebbero sbarcare quanto prima nel centro della Sicilia.. E portarvi fior di investimenti…
PROGETTI. Coste, new look a costo zero
Di Armando Montalto (pag. 33)
PALERMO. Un progetto da oltre un miliardo di euro per la messa in sicurezza dei litorali e per incrementare il turismo senza “scucire” un solo euro a fondo perduto. Una multinazionale belga ha infatti presentato al governo regionale un piano per riqualificare a costo zero le aree e le coste siciliane a più alto rischio idrogeologico. Un progetto preliminare è stato presentato dal gruppo belga Deme Nv, leader mondiale nel campo del dragaggio e del ripascimento, attraverso la sua controllata italiana Sidra. Il piano da un miliardo e mezzo di euro prevede la riqualificazione delle cosidette zone R4, ovvero, tutte quelle coste che sono considerate a rischio idrogeologico “molto elevato”. Secondo lo studio della multinazionale Belga, dopo la messa in sicurezza delle zone R4 bisogna attivare uno sfruttamento dal punto di vista turistico delle aree. Insomma, dove cʼerano coste dissestate dovrebbero sorgere porticcioli, alberghi e tutte quelle strutture accessorie per incrementare il turismo. I costi dovrebbero essere sostenuti dai privati utilizzando il metodo del project financing…
SIRACUSA. Acqua, sindaci in piazza contro Sai 8
Di Cenzina Salemi (p. 34)
SIRACUSA. Tutti in piazza per difendere l’acqua pubblica. Continua il braccio di ferro fra i sindaci di dodici comuni siracusani e la Sai 8, la società che si è aggiudicata l’affidamento del servizio idrico in tutta la provincia. Sindaci, associazioni, gruppi politici e tanti cittadini protesteranno il 19 novembre, a Siracusa, per difendere la gestione pubblica dell’acqua. La manifestazione, a carattere regionale, è organizzata dal coordinamento dei sindaci dei dodici comuni che non hanno consegnato gli impianti alla Sai 8, in sinergia con il Comitato referendario siciliano “2 sì per l’acqua bene comune” e la Cgl di Siracusa. La protesta muoverà da piazza Pancali sino a Piazza Archimede, dove si terranno gli interventi dei promotori dell’iniziativa. Difesa dell’acqua, rescissione del contratto con la Sai 8 per inadempienze contrattuali, con garanzie per i lavoratori del settore, revoca del Commissario dell’Ato idrico, approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare per il riordino, anche alla luce del risultato referendario, del servizio idrico integrato in Sicilia: questi i temi sui quali i manifestanti accenderanno i riflettori.…
MESSINA. Così ti salvo i precari
Di Gianfranco Cusumano (pag. 35)
MESSINA. I precari di Barcellona scrivono al prefetto, quelli di Capo d’Orlando rischiano di restare a casa, a Milazzo già 25 ex lavoratori Aias hanno ricevuto la lettera di pre-licenziamento. Gli unici a dormire sonni tranquilli sono i 5 contrattisti di Santa Marina Salina già stabilizzati. Ci si avvia verso la fine dell’anno e per i precari sono dolori vista l’incertezza del loro futuro per il 2012. Come al solito i sindacati lanciano l’appello. Fp Cgil e Cisl Fp chiedono la stabilizzazione dei precari delle amministrazioni pubbliche. Clara Crocè, segretario generale della Fp Cgil annuncia lo stato di agitazione di tutto il personale precario e Calogero Emanuele, segretario generale della Cisl Fp sollecita l’apertura dei tavoli per la definizione del piano di stabilizzazione dei lavoratori precari. Una pratica che secondo Santino Paladino e Pietro Fotia del sindacato Csa, però, del tutto inutile per gli enti più grossi come la Provincia regionale. Come scrivono al presidente della Regione Raffaele Lombardo dove mettono a nudo le carenze della Legge regionale 24/2010 che, «sbandierata come risolutiva del problema del precariato negli Enti Locali, rischia, in assenza di razionali emendamenti, di rivelarsi un autentico “bluff” politico – demagogico, non risolvendo, di fatto, alcun problema nella maggior parte degli Enti con particolare riferimento alle Amministrazioni di grosse dimensioni e segnatamente alla Provincia regionale di Messina».…
PERSONAGGI. Vittoria Giunti, la “sindachessa rossa” di Raffadali
Di Maria Tiziana Sidoti (pagg. 38-39)
RAFFADALI. “Io resisto, dovete farlo anche voi, sempre”, e qualche istante prima, “io voglio ringraziarvi, voglio ringraziare tutti i raffadalesi, perché l’amore della gente di Raffadali è stato il premio per questi miei cinquanta anni passati con voi”, così in un giorno di fine aprile del 2006, poco più di un mese prima che il mortal sonno ne chiudesse gli occhi, curiosi, in elegante sobrietà, della vita e della gente, suonavano le parole di Vittoria Giunti, comunista, partigiana, la fiorentina prima donna sindaco di Sicilia nel 1956 a Santa Elisabetta, nell’agrigentino, vicino a Raffadali. Quelle parole furono affidate a Gaetano Alessi, siciliano di Raffadali, caporedattore di “AdEst”, il giornale nato per volontà della Giunti. Quell’impegno a “resistere” i ragazzi di “AdEst” lo hanno mantenuto con dossier sui poteri mafiosi, nonostante negli anni le minacce e i copertoni bruciati. Così come quello del ringraziamento dopo mezzo secolo di dedizione ad una terra, che non l’aveva vista nascere ma vivere, in lotta al fianco sempre dei meno forti, dai contadini vessati dai gabelloti negli anni ’50 alle giovani generazioni del 2000.…
PALERMO. Piazza Bologni, i tesori ritrovati
Di Giovanni Burgio (pag. 41)
PALERMO. Nel cuore della Paleopoli di Palermo, a Piazza Bologni, durante i lavori di ristrutturazione, è venuto fuori un immenso materiale archeologico. Nascosti sotto le pietre di Billiemi, sono stati appena scoperti resti di abitazioni, pozzi d’acqua, cisterne, canali, e una miriade di cocci rosso scuro di ceramica che vanno dal IV secolo A. C. al 1400. “Siamo nel tessuto vivo dell’antica città – dice Stefano Vassallo archeologo della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo – Si deve pensare che qui, prima, c’era di tutto: case, botteghe, strade, palazzi pubblici. Quando è stata aperta la piazza nel ?500, queste costruzioni sono state spianate in superficie, ma nel sottosuolo sono rimaste le fondamenta”. E infatti, proprio a ridosso di Corso Vittorio Emanuele, si può vedere un pozzo piccolo e profondo d’epoca medioevale. Un altro, al centro della piazza, è più grande, ed emerge in superficie con larghe pietre bianche. Più in fondo, invece, si vede chiaramente la pavimentazione di un’antica via. Insomma, nel lato monte dell’ampio spazio barocco, c’è una lunga linea continua, perfettamente parallela ai palazzi Opezinga e Alliata di Villafranca, che è tutto un susseguirsi d’enormi blocchi di pietra, resti di vecchio selciato stradale, mura splendidamente incastrate fra loro.…
PALERMO. Cuba, che ritmo!
Di Pietro Scaglione (pag. 44)
PALERMO. Nonostante l’embargo internazionale, l’isola di Cuba è ancora un modello virtuoso per la cultura, l’istruzione, la ricerca e la sanità pubblica. Gli abitanti dell’isola lottano orgogliosamente, giorno dopo giorno, affinché il loro Stato si risollevi dal colpo mortale dell’embargo economico. Uno dei motivi di orgoglio del popolo cubano è offerto dalla musica e dalla danza classica. In particolare, il fiore all’occhiello del teatro cubano è rappresentato dal Ballet Nacional di Alicia Alonso (leggendaria ballerina e monumento vivente della danza mondiale) e dal Ballet de Camaguey, uno dei corpi di ballo più famosi nel mondo. Per evidenziare i tanti aspetti positivi della realtà cubana e per far conoscere la storia della danza nell’isola caraibica, il Centro Culturale Biotos di Palermo ha allestito la mostra del fotografo Alfredo Cannatello, dal titolo “El Ballet de Camaguey. Una istoria Y unas immagine”. L’esposizione fotografica (curata da Marco Pomara, direttore artistico del Biotos, patrocinata dal Teatro Massimo di Palermo e coordinata da Antonina Bologna) è stata inaugurata dall’Ambasciatrice cubana a Roma, Milagro Carina Soto Aguero, dal coreografo del Teatro Massimo, Luciano Cannito, nonché dal Consigliere Culturale e Scientifico del Corpo diplomatico cubano in Italia, Manuel Angel Garcia Crespo…
SALGONO (pag. 4)
Gianpiero D’Alia (senatore dell’Udc)
Ciccio Rella (consigliere provinciale di Messina)
Emilio Fragale (presidente Asm di Taormina)
Antonino Spadaro (sacerdote)
Salvatore Tosi (dirigente regionale)
SCENDONO (pag. 5)
Domenico Scilipoti (deputato “Responsabile”)
Paolo Magaudda (sovrintendente del Teatro di Messina)
Nino Scimone (consigliere provinciale di Messina)
Nino Gullà (primario all’Ospedale Papardo)
Enzo Messina (consigliere dell’Udc al Comune di Messina)
TOP SECRET (pag. 3)
ISTRUZIONI PER L’USO, CENTONOVE DIRITTI (pag. 30)
UOMINI & BUSINESS, OCCORRE SAPERE, NOTIZIE DAI CONSULENTI (pag. 36)
POSTER COPERTINA (pag. 37)
LIBRI LA CLASSIFICA (pag .40)
GIOCHI (pag. 45)

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